L’importanza di essere schietti      

E’ gennaio. Il 19 per la precisione. Dentro caldo, fuori freddo. Le note di Coez a farmi compagnia, il rumore del calorifero e dei pensieri. Anzi, dei sorrisi, oggi sono di buonumore, stranamente ma neanche troppo, noi Leone siamo così, lunatici, semplici, schietti. Non avrei mai immaginato di dirlo, ma Francesca Michielin (che ha anticipato Coez nella playlist) mi ha ispirato questo post. Ma anche ciò che pubblicano le mie amiche sui social che in quanto a schiettezza avrebbero bisogno di qualche lezione.  Premessa: fino ai 21-22 anni, ero davvero un mix di timidezza, giustizia ed introversione. Sono sempre stata socievole, ma mooolto molto selettiva, qualità (lascio dire a voi se positiva o negativa) che è rimasta ben intatta ancor oggi e della quale sono molto orgogliosa. Soprattutto per lavoro però, mi devo interfacciare con tantissima gente e spesso non sono conversazioni piacevoli, che ti donano qualcosa, che ti lasciano qualcosa. E cari lettori, io le conversazioni superficiali e di facciata le odio, piuttosto faccio finta per strada di non vederti (ed il 90% delle volte da buona miope non fingo assolutamente!) e via, avanti il prossimo.

Ma voi direte: cosa ti è successo a 21 anni? Niente, mi sono solo svegliata da una vita monotona. Ho iniziato a vivere pensando meno, agendo d’istinto, mettendomi in gioco. Parlando e confrontandomi sempre con chi non conoscessi, superando timori, paure, limiti che ancora ora ho tanti, alzando sempre di un po’ l’asticella. Ho fatto una lista di cose da fare e le ho fatte. Ho fatto una lista di sogni da inseguire e molti li ho raggiunti, altri spero di farlo, mi impegnerò al massimo per farlo. Con il tempo, ho imparato ad essere anche schietta. Non di quell’arroganza di chi ti sputa in faccia tutto ciò che pensa senza costruttività o rispetto, ma con l’umiltà di chi crede che la sincerità paghi sempre, soprattutto con se stessi. Il mondo è già troppo pesante per tenersi tutto dentro, soprattutto con chi amiamo, con chi vorremmo amare, con chi ci ama o ci vorrebbe amare.

La schiettezza però spesso è un’arma a doppio taglio…solo per chi non l’apprezza e per chi non ha il carattere e la forza di fronteggiarla. Leggo spesso post sui social delle mie amiche dedicati a persone che non sanno di esserne i destinatari, canzoni mai recapitate al mittente, frasi, lettere, pensieri, bisogni, lasciati a sopire e morire lì, mai condivisi. Eh sì ragazzi, ha ragione la Michielin: queste cose vorrei dirtele all’orecchio, è uno spreco tenersele per sè. Il mondo potrebbe cambiare, il tempo acquisterebbe un valore diverso, si vivrebbe senza rimpianti ma soprattutto leggeri, in pace con se stessi, consapevoli di averci provato, di aver dato tutto. Chissà, le cose potrebbero cambiare ma anche no: solo in questo modo si potrà guardare al presente ed al futuro con serenità. Ma soprattutto, non giocate d’astuzia e non vi fate il fegato amaro: siate gentili e dite sempre ciò che volete in ogni ambito, fate ciò che sentite e chi ci tiene a voi ed ha capito come siete, apprezzerà e capirà. Se poi non lo dovesse fare? Beh, un motivo in più per guardare altrove.

 

Alessia Bartiromo

Giornalista con l'amore e la passione del calcio e della scrittura. Testarda, imprevedibile, caparbia e passionale. Con la "testa nel pallone" ed i piedi in uno stadio.

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