L’Arte di essere “belli” (sottotitolo: perchè senz’Arte non c’è Parte)

– Ho caduto
– Si dice: sono caduto!
– E vabbè, ho caduto o sono caduto, sempre a terra ho andato.

Morale della favola: la grammatica non fa testo. Il che vuol dire che nella vita le cose, accadono. Nulla è imprescindibile. E allo stesso tempo, Hakuna Matata. Il motto di Pumba e Timon che ha il senso di “senza pensieri” (per chi non lo sapesse, il riferimento è al Re Leone, che vi consiglio vivamente, di guardare). Vero è che senza pensieri non ci sappiamo stare ma abbiamo bisogno di ridimensionarli. I pensieri, troppo spesso ci conducono in mondi di cui non vorremmo fare parte. Anche perchè, poi ci rendiamo conto che i pensieri semplicemente ci hanno caricato di una tensione inutile. Ci hanno mostrato cose inesistenti. Insomma, per dirla in breve: potevamo farne a meno. Ed è proprio quando smettiamo di “pensare” che arrivano le soluzioni.

Un attimo fa stavo cercando una soluzione per conciliare più cose che dovrò fare domani. Ma veramente mi stavo affannando. Inutilmente. Anche perchè poi ho letto “L’arte di essere Ribelli” di quella “capotica” di Alessia (a proposito lo avete letto? Se ancora non lo avete fatto, provvedete al più presto http://ilfatoquotidiano.online/2018/02/23/larte-di-essere-ribelli/) e là, non ci crederete mai, ho trovato la soluzione. Come per incanto. E’ inutile fasciarsi la testa prima di rompersela. Domani mattina troverò la soluzione più adatta. Perchè ho più possibilità di scelta e domani sarà un gioco da ragazzi trovare la migliore. Perchè!? Perchè ha ragione lei. E il bello della Vita è la Vita stessa, qui e ora. Se adesso mi cruccio per domani, non solo sto perdendo attimi preziosi adesso, ma mi sto caricando di inutili pensieri che mi condizioneranno anche domani. Ed io, scusate il gioco di parole, non ci penso proprio.

Ed ecco che la bellezza affiora prepotentemente. La vedo ovunque. Fin dal mattino alle 7:00 quando incontro l’edicolante che con una gentilezza inusitata e un sorriso generoso mi consegna i quotidiani che, ogni giorno costituiscono la base del mio lavoro. Me li porge quasi come se con quel gesto mi stesse offrendo un buon giorno, su un vassoio, su cui sono poggiati fiori colorati e profumati. E’ una carezza per l’anima. E’ l’ottimismo che si configura in un essere umano, fino a diventare un gesto così semplice ma nel contempo di un’importanza vitale. E la giornata ha quel sussulto in più che ti mette di buonumore e ti fa venire voglia di cantare. Gli occhi si spalancano e il mondo si mostra in tutta la sua meraviglia. Ed io sono felice di andare a  lavoro.

Ora vi porgo una domanda, se vi va rispondetemi, anche in privato: semplicesai@gmail.com oppure con un commento sotto questo post.

La domanda è questa: “Cosa vi cambia la giornata in positivo?”

 

 

 

2 commenti in “L’Arte di essere “belli” (sottotitolo: perchè senz’Arte non c’è Parte)”

  1. Ciao Giovanna,
    che piacere ritrovarti e leggerti dopo tanto tempo!
    Mi cambia la giornata in positivo quando riesco a lavorare senza far diventare le cose troppo personali. Mi spiego: spesso mi rendo conto che i miei colleghi si “azzuffano” per email o al telefono perchè temono che il loro lavoro sia messo in discussione. Spesso sono solo punti di vista. Il lavoro va ripreso e fatto in maniera diversa, ma non è una questione di chi l’ha fatto ma di esigenze. E’ dannoso arrabbiarsi e non solo per la salute. Quando riesco a far capire queste cose con un sorriso e magari bevendo un caffè insieme al collega di turno. Allora la mia giornata parte già bene!

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