…Un po’ di leggerezza in tazza grande, grazie!

Ascolto i Muse, penso, ho la fronte aggrottata ed ogni tanto sorrido. Troppo poco oggi, sin dal momento in cui mi sono svegliata. Capitano periodi maggiormente in salita ma la forza e la voglia di sorridere non dovrebbe mai mancare, colpa mia, lo so. Ho un brutto carattere, anzi, un carattere strano, anzi carattere o un carattere, che troppo spesso non mi permette di lasciarmi scivolare le cose di dosso. E’ un muro, sì, ma a buccia d’arancio perchè invece di scivolare veloci, le cose scendono piano, piano piano, e comunque l’alone resta. Senza rancore ma con ottima memoria. Autodifesa, amici miei, perché al contempo, sono una grande fautrice della leggerezza. In tutto ciò che si fa, come si è: guai a prendersi troppo sul serio, seriamente ma non seriosamente, insomma. Ho un frase perfetta in camera, da farmi promemoria, di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare dall’alto sulle cose, non avere macigni sul cuore”. Eh sì gente, perché siamo già troppo stanchi, stressati, nervosi, agitati, impegnati, per essere pesanti, seriosi, puntigliosi, pignoli. Quando ci vuole ci vuole, certo, ma per le questioni futili lasciamo proprio stare sparate e ‘mparat e crianza, vi imploro. E’ così bello scherzare insieme, sorridere, non preoccuparsi di ciò che si dice perché si viene capita. La complicità, il sarcasmo, l’autoironia. Ecco, l’autoironia, parole sconosciute. Certo, ognuno ha la sua sensibilità e lì subentra la chiarezza. Perché soffermarsi su ogni dettaglio, essere prevenuti su toni di voce, virgole mancati, sopracciglia che si inarcano, mettere in discussione mezza vita. I problemi seri sono altri e sicuramente ne abbiamo già a bizzeffe. I rapporti interpersonali devono essere sereni, allegri, leggeri, far dimenticare le difficoltà della quotidianità. Non vi complicate la vita, semplificatela. Parlate, chiarite e poi dimenticate. Non abbiate macigni. E sorrideteee. Sto diventando pesante, lo avverto. E lo sono a volte, come dice qualcuno che ben mi conosce. E proprio per questo seguirò per prima tutti i miei consigli ed inizierò ad essere più leggera, come una bolla di sapone. A dare il giusto peso a situazioni, persone, cose. A non avere aspettative (e ne parleremo in un altro post, me lo ero già ripromessa). E’ la giusta premessa per un ricco weekend tra lavoro, compleanni e calcio, tanto calcio. Ecco, il calcio porta leggerezza, tanta leggerezza. Così come il weekend. E facciamo un’altra cosa, insieme: promettiamoci di far solo ciò che ci rasserena, dalla scelta di un menu alle persone di cui circondarci. Prendiamo e concediamoci ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene, anche se si dovesse trattare di isolamento. Regaliamoci il lusso della serenità. Perchè, per me, la felicità non è uno stato perenne, la serenità sì. E va coltivata, preservata e custodita. Sempre.

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