“Se ti rende felice non è poi così sbagliato”: ma che gran cretinata!

“Niente è sbagliato se ti rende felice”. Questa frase mi risuona in testa da ore e giorni, anzi, più precisamente da anni. Da persona estremamente razionale, ho passato la vita a fare la cosa giusta, senza pensarci troppo, dandomi una marea di pizzichi sulla pancia. Andare a feste sgradite, presenziare ed essere sempre conformi all’etichetta com’è giusto che sia, dire la cosa giusta al momento giusto, essere pacata sempre al momento giusto, sorridere con giusto, vestirmi giusto, scegliere giusto.  Oltre ad una pancia alquanto pizzicata, il risvolto della medaglia è una grande serenità esterna a discapito di belle e sane fette di felicità. Quella irresponsabile, istintiva, di quei sorrisi sinceri, che ti fanno arricciare occhi, naso e cuore. Quindi via, si fa inversione e si cambia senso di marcia, anche se è tardi, anche se l’età “matura” implicherebbe una nuova sferzata di sana razionalità.

Poco fa ne ho letta anche un’altra: “Quanto sentite forte il desiderio di fare una cazzata, pensate alle conseguenze, contate fino a mille, poi prendete la rincorsa e fatela”. Ok, ma se ho già capito di fare una cazzata, posso mai pensare alle conseguenze? Altrimenti che cazzata è? Anche a me piacerebbe mangiare 2 chili di nutella, mi renderebbe proprio felice, ma non credo sia un’idea geniale. Ecco, le conseguenze. E’ proprio questo il nocciolo della questione. La felicità è fondamentale ma molto spesso, sono proprio le conseguenze delle nostre scelte a minarla definitamente. A lungo raggio, con cazzimma, quando quasi non ce ne accorgiamo. Subito siamo allegri, felici, collezioniamo foto e ricordi della suddetta “cazzata” e poi, bam, ci si spiattellano le conseguenze delle nostre azioni. E quanto ci vuole per ribilanciare la situazione.

E’ impossibile vivere con il freno a mano tirato, lo so. Non sarebbe giusto, non sarebbe vivere. Ma capire quando rallentare sì, capire come non far diventare un momento folle una cazzata è necessario. Capire come preservare la nostra felicità prima, durante e dopo è salvifico. Per noi stessi, per il nostro sorriso, che resta la cosa più importante da coltivare e custodire gelosamente. Quindi, caro Bob Marley, sai quanto ti adoro ma oggi non ti arrabbiare, la tua frase va un po’ rivista.  “Solo se ti rende felice” è quella giusta. E’ questa la premessa giusta, non il fine. E’ questo il punto iniziale del nostro ragionamento, la conditio sine qua non, non la parte finale. E se vi rende felice solo per un attimo, non ve lo fate bastare: anche se dovesse essere l’attimo più bello della vostra vita. Sceglietelo e poi, puntate sempre più in alto, senza paura di essere ancora più felici.

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