Luglio? L’importante è la salute, và!

Un tempo, neanche troppo lontano, amavo Luglio. Era un mese bellissimo, che corrisponde con il mio compleanno, con l’estate che ormai ci pervade, con il sole, il caldo, con agosto che si avvicina insieme al relax delle vacanze, alla sessione universitaria che termina, al mare, agli amici, ai pensieri che si diradano. Poi c’era agosto, il miglior momento per ricaricare le batterie e via con settembre, tempo di bilanci e di nuove avventure sportive e lavorative. Negli ultimi anni però, mi sono resa conto tra numerosi alti e bassi di avere seri problemi ad approcciarmi serenamente con il mese di luglio, in particolar modo con le sue ultime settimane. Partiamo dal caldo: 35 gradi costanti, in qualsiasi condizione climatica. Piove? 35 gradi. Grandina? 35 gradi. E’ notte? 35 gradi con il 90% di umidità. Zanzare a morire, impossibilità di avere una vita oltre il raggio di 5 metri da qualsiasi condizionatore. Dolori di ogni tipo: collo che si blocca, intercostali, mal di testa, con la stupenda sensazione e consapevolezza di essere costantemente sudata come un porcellino d’India. E vai di primer, fissa trucco, capelli legati, abiti freschi, docce a profusione (con il fantastico fenomeno ormai diffusissimo del “appenafiniscoladocciasonogiàpiùsudatodiprima” ndr) ma a nulla servirà per scacciar via l’idea che i famosi 35 gradi sono belli solo di domenica. Al mare. Con le pacche nell’acqua. O sotto il famoso condizionatore a palla. Eh beh.

Per non parlare delle aspettative: lavoro, vacanza, amici, cose da fare, tante nuove cose da fare. Sarai carico a palla insomma, convinto che l’apatia invernale sia stata dovuta al clima, alla stanchezza, alla mole di cose da fare, insomma, da fattori esterni. Niente di più sbagliato. E mi dispiace deluderti, ma non farai un’emerita mazza. La famosa apatia invernale, è solo uno specchio di quella che ci sarà in ogni santa stagione perchè sei proprio tu, o in alcuni casi chi ti circonda, che non vuole fare un beato cavolo. Non importa se si tratti di una passeggiata, di vedere un posto nuovo, di un viaggio, di un aperitivo: ci sarà sempre una scusa che 8 volte su 10 non romperà la solita monotonia. Ed anche se tu sei la persona più iperattiva di questo mondo, a meno che non prendi il primo aereo per le Seychelles e scappi via (cosa che consiglio sempre, anche con una meta più realistica ndr), sarai inondato da questa dolce apatia e non farai un beato cavolo, rimuginando di come siano passati dei mesi, dei bei mesi, senza aver arricchito di qualsiasi cosa nuova o stimolo il tuo bagaglio di conoscenze o di cose fatte. Ricordate le famose liste che stilo? Quasi tutte le voci non cassate, insomma. Ma c’è sempre tempo per rifarsi, tranquilli, basta non adagiarsi sugli allori comodi e riposati e che molto spesso hanno la forma di un divano (sotto all’aria condizionata, guarda un po’ ndr…) e darsi una smossa, almeno ogni tanto.

Per non parlare delle vacanze: parti a razzo sin da gennaio con mete da urlo: “No, basta, quest’anno gruppone, ci anticipiamo, vacanza da sogno, due settimane indimenticabili!” E puntualmente, ogni aspettativa si sgretola come un castello di sabbia per qualsiasi motivo assurdo capiti sulla tua strada ma che debba convogliarsi necessariamente in quel periodo: invasione di libellule, porti chiusi, aerei che non partono, ferie sballate, gente che sparisce, mete discusse, frane, smottamenti, trombe d’aria, uragani e chi più ne ha più ne metta. Mai ‘na gioia insomma. Ma te la becchi. E ti ritrovi così, il 18 luglio a meditare su come molti dei tuoi sogni luglieschi siano stati inesorabilmente infranti ma non vuoi proprio dargliela per vinta.

La verità è che il problema sono i ricordi, perchè prima anche tutto questo ti piaceva. Luglio in realtà non mi piace perchè mi ricorda un grande periodo di difficoltà, mi ricorda che tra una settimana precisa è il mio compleanno e che il tempo passa nonostante cambi sempre poco intorno, mi ricorda i litigi, le promesse, la stanchezza. I sorrisi che ho avuto. Le cose che vorrei fare e non ho fatto ma che voglio fare e farò. Ed alla fine mi sprona e mi piace. Non sarà luglio, agosto, settembre. Ma ci sarà un ottobre, un novembre, il mio momento giusto. Ed allora l’importante non è il caldo, non è il fegato che si corrode, non è dover stare in silenzio aspettando il momento giusto per parlare, non è essere fatalisti, non è rimandare una vacanza che forse sarà ancora più bella. Non è (solo) l’amore. L’importante, amici miei, è proprio la salute. Perchè ogni mese sarà luglio, un nuovo inizio, una nuova lista da spuntare. Un nuovo sorriso, una nuova rivalsa. Basta solo volerlo. Vero Massimì?

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