Chi visse sperando, morì non si può dire…

Ed ecco che nasce l’equivoco. Starete pensando sicuramente: “quale equivoco?”- Ebbene, è presto svelato l’arcano. Questa mattina, ero in giro per la città, quando ad un certo punto, imbocco un incrocio e di fronte ai miei occhi si palesa una chiesa. Erano le 11 di mattina di un banalissimo mercoledì, e vedere una chiesa traboccante di gente, mi ha fatto un certo effetto. Mi è venuto spontaneo chiedermene il perchè!? Eppure la risposta era a due passi da me. Ho superato l’incrocio e ho visto un uomo elegante appoggiato ad una lunga e funerea autovettura. Ebbene sì. Tutta quella gente, stipata, in una grande chiesa alle 11 di mercoledì mattina partecipava ad un’esequie. Il mio pensiero è corso più veloce del vento. Quando abbandonerò questa terra, quanta gente verrà a porgermi il “saluto eterno”!? In quel momento mi è parsa la domanda più logica. Poi, però, transitando lungo il perimetro della chiesa e proseguendo il mio viaggio, i miei pensieri sono andati oltre, insomma, sono rinsavita. Perchè, onestamente, quando non ci sarò più, a me “che me ne fott” (scusate il francesismo che tradurrò per chi non conosce la lingua: “a me cosa importa”?) … di chi verrà a porgermi un fiore? A me interessa oggi. Oggi che sono viva. In carne ed ossa (evidentemente più che carne che ossa, in sintesi sono palpabile). E’ adesso che ho bisogno di avere persone accanto. Leali. Sincere. Spontanee. Ricche d’amore. Dopo, non serviranno a nulla. E’ oggi, che ho bisogno di sentirmi “a casa”, in ogni luogo. E sentirmi “a casa”, vuol dire: stare bene. Ognuno di noi, è abituato a tante situazioni. Lavoro, ristorante, palestra, cinema. Ma in ognuna di queste situazioni, quante volte, si può dire davvero che ci si sente “a casa”!?

Purtroppo è la realtà dei fatti. Oggi corriamo, fuggiamo. Spesso non sappiamo neanche verso quale direzione. Siamo così frastornati da tutto. Bombardati dall’immediatezza delle informazioni, del tempo che corre, del domani che, tendiamo a progettare nei minimi particolari, quasi come se, davvero, i nostri progetti potessero essere tutta la nostra vita. Ma stiamo scherzando?

“Scusa non ho tempo”. E’ una delle frasi ricorrenti che mi capita di sentire più spesso. E mi fa sorridere, perchè ognuno di noi, di tempo ne ha, ma è che non sappiamo semplicemente dire “non mi va”. Ma “scusa non ho tempo”, non è una frase più bella, anzi. Io ormai mi sono abituata, quasi non la sento più. E per chi “non ha tempo”, mi dispiaccio, ma oggi scelgo di non esserci, quando per loro il “tempo sarà infinito”. Perchè la realtà è che tutto “si ribalta”. Solo che io non dico “non ho tempo”, mi sentirei bugiarda. Il mio tempo è quanto di più prezioso possa esistere, e oggi, scelgo di viverlo con chi Amo, con chi mi Ama. Con chi mi fa sentire il calore di una parola, di un abbraccio, di un bacio, di un respiro ad occhi chiusi.

Oggi per me ha tutto un valore diverso. I mesi trascorsi, per me sono stati un grande insegnamento. Ho lasciato andare. Quel che, invece, doveva restare, semplicemente non l’ho trattenuto. C’è.

E allora, che dirvi, a questo punto se non “chi visse sperando, morì non si può dire…” . Ma io non voglio vivere disperata e così scelgo di vivere, ogni giorno, cercando di non lasciar “correre nulla”. E così oggi, ho continuato il mio tragitto e sapete cosa ho fatto!? (Eh sì, sarebbe troppo facile se ve lo dicessi ora… continuate a seguirci e lo scoprirete). Intanto, un sorriso.

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