Faouzi io ti capisco: siamo quelli del Mai Una Gioia. Magari, appena puoi, ce ne andiamo a fare un viaggetto…

Caro Faouzi, io ti capisco. Sono anche io come te. Riservata, stakanovista, allegra, amicona e con un’immensa propensione naturale al maiunagioia. Io ti capisco: non è piangersi addosso, fare le vittime: è unicamente constatare sarcasticamente come spesso il destino si prenda beffa di noi, con situazioni al limite del paradossale. Pensa che, tre anni fa ho deciso persino di tatuarmelo: per fortuna maiunagioia non era ancora comune nel gergo quotidiano ed ho optato per un più diplomatico e leggermente ottimista per aspera ad astra.  

Eh sì, è questo il mio mantra. E me ne sono accorta sin da piccola, quando alle medie mi sono invaghita di un ragazzino che mi ha lasciato. A San Valentino. Per mettersi con tanto di foglietto “sì-no” con la mia migliore amica. E mi è risuccesso almeno altre due volte nella mia vita. Dopo vent’anni e più però, ancora glielo rinfaccio ma ora ci ridiamo su. Oppure, quella volta che il ragazzo più carino della scuola mi chiese di uscire. Con imbarazzo accettai e poi mi disse che era uno scherzo (per fortuna non l’ho più rivisto, altrimenti….). Insomma, puntualmente, c’è sempre un intoppo quando c’è da fare qualcosa di più o meno importante e non va mai nulla liscio. La laurea? I termini di consegna sono alle 12 ma proprio quel giorno l’ufficio chiude eccezionalmente due ore prima, tu non lo sai e rischi di non laurearti. Il colloquio più importante della tua vita? La sveglia non suona, ti si rompe la macchina, il treno fa tardi, succede di tutto.

Ma anche nella quotidianità il never a joy è sempre pronto a farci compagnia. Prendi l’ombrello e c’è un sole che spacca le pietre, appena scendi di casa ed ovviamente l’hai posato, viene a diluviare. La febbre a 40 ti viene solo nelle feste comandate, a Capodanno, Pasqua e Natale, in estate piove solo quando puoi andare al mare mentre quando lavori c’è un sole che spacca le pietre o ancora, c’è Brad Pitt al supermercato ma tu ci vai un secondo dopo. La lista di cose comuni accadute sarebbe infinita: programmi il viaggio più bello della tua vita e pam, l’unico impegno dell’anno improrogabile, ricorre proprio in quelle date e manda tutto in frantumi. Non ho, per fortuna, esperienze di menischi, legamenti e rotule ma in quanto a Legge di Murphy sono preparatissima. Vai in un pub che ha 100 panini, dopo 1 ora ne scegli uno, l’unico che davvero ti piace ed hanno tutti tranne quello. Vedi un vestito in vetrina per un’occasione importante dopo poche ore ma ovviamente non c’è della tua taglia per non parlare delle volte che manca sempre e solo il mio accredito, perso, il mio pass mai stampato perchè finita la cartuccia nella stampante (?!) o tutte le auto che parcheggiano davanti al luogo dove dovrei andare, un secondo prima di me, costringendomi poi a chilometri a piedi.

Non siamo proprio fortunatissimi, in queste cose, diciamolo. Ci tocca sempre lavorare il doppio degli altri. Ma poi va tutto bene, sempre. Anche se dopo tempo. E quindi chi se ne frega, caro Faouzi. Siamo più forti anche del #maiunagioia. In tutti questi anni, ho imparato una cosa: tutto ciò che al momento sembra un disastro, poi ha un senso ed è davvero solo tramite le difficoltà che poi si arriva alle stelle. Io ti capisco e mi offro persino come spalla: per farci una bella risata su e tornare più forte di prima. Ma anche come compagna di viaggio, perchè ‘na bella benedizione non sarebbe male… Rimboccati anzi, rimbocchiamoci, le maniche: è solo un altro ostacolo su una strada splendente. E ricorda, così come lo ricordo io: è proprio vero che la salita è dura ma quando arrivi in cima, il panorama è proprio molto ma molto, molto più bello.

Pubblicato in news

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *