L’incornata di K2 e di una città intera ha espugnato il Palazzo: ora è tempo dell’assalto finale (Parte 6/10)

“Noi abbiamo giocato contro una squadra.
Ed abbiamo vinto.
Loro hanno giocato contro una città.
Ed hanno perso”

Mi piace pensare che esista una parte del mondo dove regni la meritocrazia, la giustizia, il destino, che aiuta davvero gli audaci. Che faccia sorridere, sperare, credere nel presente e nel futuro anche quando tutto sembra in salita. Che ti dia sempre una seconda chance ma anche una terza, una quarta, per dimostrare il tuo valore. Che ti faccia raccogliere quanto seminato ed ancor di più, che premi ogni sacrificio, ogni lacrima, ogni sofferenza. Che regali a chi non ha avuto mai nulla in regalo gioie inaspettate, che lasci vincere i buoni e non sempre “gli altri”. Immagino un mondo così ed immaginavo la sfida perfetta. Ed ho avuto anche l’onore di viverla, davanti ai miei occhi, alle 22.30 circa, al 93′ minuto con un’incornata scura che ha lasciato esplodere una città intera.  Lacrime di gioia, sorrisi, abbracci, gli occhi sgranati di chi, disilluso, continuava a ripetersi “non è possibile”. Non è possibile che il Napoli giochi la sua miglior partita, la partita perfetta e non riesca a segnare. Non è possibile che l’hanno buona sempre loro, anche quando sbagliano ogni passaggio, anche quando non arrivano mai alla conclusione, anche quando non meritano di vincere. E neanche di pareggiare. Non è possibile uscire dall’Allianz Stadium con un solo punto, che rende nuovamente l’impresa ardua. Non è possibile che giri sempre tutto male, o almeno, non bene.

Ciò che è successo in questi due giorni è sembrato assurdo anche per chi vive di calcio da più di un ventennio: una città completamente ed interamente mobilitata per sostenere la squadra del cuore, a caccia di un sogno, per non mollare la presa fino alla fine. Uno sprone importante per la conquista del Palazzo, ancor più perché è stato negato loro di essere al fianco di Hamsik e compagni. L’ennesima decisione facile, immotivata, che pensano di arginare così un problema che neanche esiste. Se Maometto non può andare alla montagna è la montagna che giunge spedita da Maometto ed ecco tremila scatenati tra Fuorigrotta, il San Paolo e Capodichino pronti a dare un segnale fortissimo ad un gruppo unico. “Noi ci crediamo, fatelo anche voi con noi”.  E se il messaggio non è chiaro ve lo urliamo, forte, ancora più forte, sui tetti delle auto, sui balconi dei palazzi, perfino aggrappati al pullman in corsa. Perchè lo dovete ascoltare, percepire, inoltrare, ingurgitare. Portare fino al Palazzo, per una delle ultime chiamate al potere.

Lo Stadium come sempre era vestito a festa, colmo, appassionato, discriminante. Ma è uno striscione ad attirare l’attenzione: “Voi sognavate trionfi rimasti illusioni, noi diventavamo campioni!”. Strano dirlo oggi, proprio prima della partita. Quanta convinzione questo Palazzo. Il campo di battaglia è pronto, così come lo spicchio di sostenitori. Il carro è gremito ma questa volta di chi ci crede davvero, di chi vuole sfatare questo tabù. Si inizia. E’ una partita a scacchi ma ci sono solo i guerrieri del comandante in campo. Da solito anarchico siede sulle scale del teatro bianconero, masticando tabacco. E’ arrabbiato, nero, infuriato, incazzato. Lo hanno insultato prima della gara, hanno sputato sul suo pullman, sulla sua gente, sui suoi ragazzi. Pensavano di offenderlo chiamandolo “napoletano” e lui ha risposto come solo un comandante anarchico sa fare, senza pensare, senza ragionare. A guardia di una fede ed a difesa di un popolo, di una terra, che è anche la sua. Ora però, bisogna vincere la battaglia in campo: la gara l’ha preparata alla perfezione, la difesa è perfetta, il centrocampo filtra, l’attacco pervenuto ma troppo cauto. “Male che vada si cambia nella ripresa, per ora va bene così, poi pensiamo a scardinare questo bunker” borbotta, mentre scrive sul suo taccuino, che per l’occasione, è diventato solo un foglietto, pieno di idee ma soprattutto di sogni.

Si sapeva che per i padroni di casa, l’importante era non perdere. Via quindi con il solito non gioco, la solita difesa arcigna, il solito modus operandi per innervosire l’avversario. Ma la truppa non si snatura, ha una sua identità ben precisa seppur, per forza di cose, ordinata e cauta, pronta a colpire con uno spiccato killer instinct. I minuti passano veloci, l’ansia cresce. Negli azzurri una grandissima concentrazione, negli avversari i primi sguardi di paura. “E se dovessimo perdere? Non possiamo permettercelo. La Champions già è andata ed il Palazzo potrebbe scricchiolare e crollare! Ma no, non succederà. Il Palazzo non è mai stato espugnato in questi anni dalla truppa azzurra, il Comandante non ha esperienza. Sei anni fa veniva esonerato dal Sorrento…”  

I numeri, così come il gioco ed il predominio territoriale, sono tutti a favore della truppa partenopea. Manca solo il dardo vincente che espugni il Palazzo, il colpo da maestro nel momento più inaspettato. Lo spicchio azzurro del carro ci crede e canta forte, si sente, ancor di più dei cori razziali, di discriminazione territoriale ed anche all’indirizzo di quel ragazzone di un metro e novanta autore anche allo Stadium di una battaglia perfetta. Lui, con il viso tenero e gli occhi di brace, con le idee chiare di chi a 26 anni sa di poter scrivere un pezzo importante della propria storia e di quella all’ombra del Vesuvio. Manca poco ormai. Tra poco il recupero. Negli occhi del carro le immagini della serata, di una splendida serata ma che lascia l’amaro in bocca.  “Non è possibile che il Napoli giochi la sua miglior partita, la partita perfetta e non riesca a segnare. Non è possibile che l’hanno buona sempre loro, anche quando sbagliano ogni passaggio, anche quando non arrivano mai alla conclusione, anche quando non meritano di vincere. E neanche di pareggiare. Non è possibile uscire dall’Allianz Stadium con un solo punto, che rende nuovamente l’impresa ardua. Non è possibile che giri sempre tutto male, o almeno, non bene”.

E’ il 90′. Una delle ultime chance, uno degli ultimi sussulti. Il dardo è del centometrista spagnolo. Al centro K2, quel ragazzotto di un metro e novanta contro i giganti del Palazzo. Serve un colpo da maestro, serve un sogno. Ed i sogni sono in alto, tra le stelle dello Stadium, tra il carro che ha trattenuto il respiro e poi le lacrime perchè il Palazzo stava crollando. Era espugnato, all’ultimo secondo, ora che non ha più il tempo di rialzarsi. Così come loro lo difendono, sono caduti sotto attacco nemico. Golia ha finalmente battuto Davide, le gerarchie sono state invertite. Fino al Palazzo e questa volta è azzurro ma soprattutto sempre più vicino. Ora, ad avere paura sono proprio loro, ora a pensare di non farcela sono coloro che hanno sempre vinto, che hanno sempre avuto la vita fin troppo facile, nati con la camicia, senza mai perdere, crollare, vacillare.

Vola K2 ma soprattutto sogna ancora. Lascia esplodere di gioia i tuoi compagni, il comandante ed una città intera, con il carro rimasto sveglio tutta la notte per celebrarti. Diecimila cuori all’unisono, pazzi d’amore, per la volata finale. Non poteva andare male. Perchè quei guerrieri ci hanno sempre creduto, perchè i tifosi ci hanno sempre creduto, perchè troppe volte la speranza si era sopita e poi riaccesa. Non poteva andare male perché il Napoli ha dominato, perchè meritava la vittoria, meritava di giocarsela fino alla fine. Perchè tutto ciò deve avere un senso, un meraviglioso, stupendo e bellissimo senso.  Mi piace pensare che esista una parte del mondo dove regni la meritocrazia, la giustizia, il destino che aiuta davvero gli audaci. Che faccia sorridere, sperare, che faccia credere nel presente e nel futuro anche quando tutto sembra in salita. Che ti dia sempre una seconda chance ma anche una terza, una quarta, per dimostrare il tuo valore. Che ti faccia raccogliere quanto seminato ed ancor di più, che premi ogni sacrificio, ogni lacrima, ogni sofferenza. Che regali a chi non ha avuto mai nulla in regalo gioie inaspettate, che lasci vincere i buoni e non sempre “gli altri”. Immagino un mondo così e spero che sia perfetto il 20 maggio.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato in news

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *