Cos’e il MIFID

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Questionario MiFID obbligatorio: cos’è e a cosa serve? Esempio e compilazione

In questa guida ci occuperemmo di analizzare il Questionario MiFid, partendo dalla sua definizione, analizzando sia cos’è, sia a cosa serve e infine come si compila.

Specifichiamo che la direttiva MiFid è stata sostituita il 3 gennaio 2020 dalla MiFid II, la quale ora disciplina i mercati finanziari di tutta l’Unione Europea.

Per saperne di più leggi il nostro articolo >>> MiFID II, che cosa cambia dal 2020

L’articolo sul questionario MiFid resta a titolo informativo, ricordiamo ancora una volta che per approfondire la conoscenza sulla direttiva corrente vi basta cliccare sul link mostrato poc’anzi.

Questionario MiFid

Questionario MiFid: cos’è?

Per prima cosa, ci occuperemo di analizzare il questionario MiFID, per sfruttarlo al meglio per tutti i nostri investimenti di trading online .

Il primo passo da compiere è quello di comprendere cos’è il questionario MiFID e passare poi alla sua compilazione, in modo da avere un’idea chiara sulla sua funzione.

Attenzione perché questo questionario è un arma a doppio taglio se non lo si conosce bene.

Partiamo proprio dall’aspetto burocratico e dalla presunta trasparenza bancaria in merito ala tutelare degli investitori, scoprendo insieme il mondo della “Direttiva dell’Unione Europea 2004/39/CE, emanato nel 2004 ma approvato in Italia soltanto nel 2007.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Se vi siete trovati negli ultimi anni ad aprire un conto in banca , o anche se avete investito parte dei vostri fondi in un broker online ma non solo, allora vi consigliamo di approfondire l’argomento in merito agli investimenti e al questionario qui riportato, che non rappresenta altro che un insieme di domande sulle diverse conoscenze ed esperienze nel mondo finanziario a vostro conto , nonché sulla vostra situazione economica e su quello che volete ottenere dal vostro investimento. Quindi le banche vi sottopongono il questionario MiFID in occasione della proposta degli investimenti, siano esse operazioni di trading online , sia anche le più comuni polizza vita o un qualsiasi altro strumento presente sul conto titoli .

Definizione MiFID

Prima di procedere oltre, teniamo a dare anche la definizione di MiFID, la quale non rappresenta altro che una legge dell’Unione Europea la quale permette la regolamentazione dei servizi di investimento nei 30 Stati membri dello Spazio economico europeo. Quindi ne possiamo ricavare che la MiFID altro non è se non una legge autorizzata per operare nello Spazio economico europeo (SEE).

La MiFID propone di trasmettere norme chiare e trasparenti in merito a:

  • costi;
  • emissione degli ordini su mercato ;
  • caratteristiche degli strumenti finanziari;
  • mantenimento dei prodotti finanziari;
  • possibili conflitti di interesse tra banca , broker e cliente;

Infine ricordiamo anche che la MiFID copre tipi di prodotti finanziari, come:

Non prevede invece regolamentazioni su prestiti e depositi, prodotti di tipo assicurativo.

Secondo la MiFID l’azienda promotore che acquisisce gli investimenti del cliente deve agire in modo onesto, in modo imparziale ed il più professionale possibile, cercando sempre di fornire informazioni chiare e molto corrette, ma sopratutto attinenti agli investimenti richiesti.

Questionario MiFID: a cosa serve?

Il questionario MiFID ha l’obbligo di far valutare a banche e a intermediari finanziari, la veridicità e l’adeguatezza dei prodotti o servizi che ci vengono offerti, in base anche a quelle che sono le nostre conoscenze. In questo modo viene delineato un profilo del cliente, il quale poi permette alla banca , al broker , al promotore finanziario, ecc., di procedere in sintonia con la conoscenza del cliente al tipo di investimento più adeguato.

Nella maggior parte dei casi, le banche vi propongono il questionario MiFID per la vostra tutela. Succede però che questo sia compilato quasi sempre da loro, inserendo dei dati vantaggiosi non per il cliente ma per la banca . Questo lascia intendere che la situazione non è delle migliori per voi.

Dalla compilazione del questionario MiFID ne esce fuori un profilo con rischio elevato, tale da avere maggiori opportunità di investimento. In questo modo la vostra tutela nei confronti dei rischi di investimento è pari a 0.

Il questionario MiFID non deve per tanto essere sottovalutato, preso sottogamba, ma è molto importante, sia per la banca , ma sopratutto per il cliente. È in base alle risposte fornite che la banca deciderà per conto del cliente sul tipo di investimento da effettuare, consigliandovi alcune operazioni piuttosto che altre.

Il consiglio, nel momento in cui vi troverete davanti ad un questionario MiFID, è quello di leggere attentamente il questionario primo di inviarlo in maniera telematica, o anche firmarlo nel caso vi rechiate allo sportello della vostra banca .

Stando infatti a quello che è successo in questo periodo, con lo scandalo delle banche fallite (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti), esse hanno scosso il mercato , e pertanto saper agire sul mercato , in totale sicurezza, è indispensabile.

Questionario Mifid: come si compila?

Per compilare il questionario MiFID la prima cosa da fare è recarsi in banca e firmare un nuovo questionario MiFID nel caso di un questionario già presente, oppure compilarne uno di sana pianta. Se lo si compila nuovamente, non ci deve essere per forza continuità. Per esempio, se abbiamo dichiarato di conoscere gli Swap possiamo anche cambiare idea e sottoscrivere un nuovo questionario affermando i non conoscerli.

In questo modo, i tuoi reali obbiettivi di investimento saranno corrisposti in base alle a quelle che sono le nostre conoscenze.

Definire il livello di rischio è molto importante; ecco perché la banca cerca sempre di aumentare il livello di rischio, proprio per aver maggior libertà d’ azione . Nel caso in cui invece dichiari di non conoscere futures o altri sistemi finanziari, oltre a guardarti male non potranno fare altro che prenderne conoscenza e segnare un rischio di investimento minore rispetto a quello che loro sognano.

Inoltre, in caso di controversia con la banca sarà essa a dover dimostrare che quello da lei suggerito sia conforme con il vostro standard di investimento e con le vostre conoscenze.

Per fare un esempio, se il vostro profilo di rischio è segnato come alto , la banca potrà investire anche in titoli maggiormente rischiosi e non solo in titoli di stato. In questo caso dimostrare che l’acquisto di un certificato con azioni Apple è inadeguato per voi sarà più difficile.

Questionario MiFid: esempio di compilazione

Il questionario della MiFID, tocca 3 punti essenziali:

  1. Obiettivi dell’investimento: attraverso delle semplici domande, viene richiesto al cliente:
    1. periodo di tempo attraverso cui intende conservare un determinato investimento;
    2. propensione al rischio;
    3. la motivazione che lo porta all’investimento;
    4. se si tratta di investimento a titolo speculativo o se al contrario si tratta di una vera e propria crescita del capitale;
    5. se il cliente investe per mantenere e proteggere il proprio capitale evitando perdita, e se è disposto ad accettare alcuni determinati livelli di rischio.
  2. Situazione finanziaria: in questa sezione, verranno sottoposti dei quesiti che riguardano:
    1. guadagni medi del cliente su base annua;
    2. fonte primaria di reddito;
    3. patrimonio posseduto;
    4. eventuali debiti e crediti.
  3. Conoscenza finanziaria: in questa sezione sono indicati tutti i dati inerenti al cliente e che ha a che vedere con la conoscenza e le esperienze maturate in campo finanziario in passato. Quindi riguarda:
    1. conoscenza dei prodotti finanziari;
    2. volume di investimento;
    3. frequenza;
    4. istruzione;
    5. professione del cliente, ecc.

In sostanza il questionario MiFID, raccoglie il maggior numero di informazioni possibili, per proporre poi strumenti di investimento adeguati al trader o cliente.

Questionario MiFID, serve davvero?

Sicuramente avere un profilo corrispondente a realtà del cliente, può servire, ai broker o alle banche per determinare il profilo di rischio. Purtroppo il questionario MIFID non era così perfetto e infatti sono stati necessari aggiornamenti continui su alcuni strumenti.

Tuttavia, compilare il questionario in questione in modo serio ed onesto può servire alla banca e al broker , per fornire strumenti di trading adeguati e a basso rischio o anche ad alto rischio se il profilo utente lo permette.

In breve, in questo modo il cliente rilascia un proprio profilo atto all’investimento con un profilo patrimoniale e di rischio o di rendimento ben chiaro ed inequivocabile.

Infine vi possiamo dire che il questionario MiFid, serve esclusivamente a sollevare la banca o il broker da qualsiasi lacuna del trader o del cliente sulla sua formazione finanziaria, sollevando questi da eventuali rischi che una particolare operazione finanziaria potrebbe arrecare. Quindi è di fondamentale importanza compilarlo con la massima attenzione, anche se questo può risultare abbastanza noioso, ma necessario in modo da non rischiare nulla.

Nel caso voi siate degli amanti del trading online , vi consigliamo di operare solo con broker regolamentati. Solo questi sono in grado di fornire tutte le protezioni in materia di tutela anche in base alle norme imposte dal regolamento MiFID.

Migliori Broker Trading Forex Cfd Regolamentati

Broker Caratteristiche Vantaggi Conto Demo
  • Licenza: CySEC – FCA – ASIC
  • Social Trading
  • Deposito min: 200 $
Piattaforma N.1 al mondo per il Social Trading Prova GratiseToro opinioni
  • Licenza: CySEC
  • Vasta scelta di CFD
  • Deposito min: 100 €
Piattaforma per professionisti – Vasta scelta di CFD Prova GratisPlus500 opinioni
  • Licenza CySEC
  • Piattaforma MT4
Centro di formazione completo di corsi ed ebook sul trading online. Prova GratisETFinance opinioni
  • Broker con più regolamentazioni
  • Copy trading
  • Segnali di Trading
Trading CFD e con le opzioni vanilla Prova GratisAvaTrade opinioni

* Trading in CFD. Il tuo capitale è a rischio.

Cos’è il MiFID 2 (MiFID II) e cosa cambia: guida completa

Entrata in vigore oltre un anno fa, la direttiva MiFID 2 è oggi il testo giuridico centrale in materia di investimenti finanziari. Come scoprirai nel corso della guida, il MiFID II non è l’unico testo a disciplinare l’argomento.

Attraverso la lettura dell’articolo apprenderai a cosa serve la direttiva, quando è entrata in vigore, perché è stata sostituita la precedente, ed ancora a chi si applica e a chi non si applica. Un focus riguarderà l’articolo 24 e 25 del testo europeo.

Cos’è il MiFID 2 (MiFID II)

Spieghiamo con semplici parole cos’è il MiFID II.

L’acronimo significa Markets in financial instruments directive, ed è la Direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari.

MiFID 2 è la direttiva 2020/65/UE del Parlamento europeo e del consiglio, approvata il 15 maggio 2020 in sostituzione della direttiva 2002/92/CE e della direttiva 2020/61/UE. Il MiFID II è tecnicamente una “rifusione” delle due direttive sopra citate, ma è anche un aggiornamento del MiFID I, ovvero, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Quando è entrato in vigore il MiFID II?

La direttiva MiFID II è entrata in vigore il 3 gennaio 2020, insieme alla direttiva MiFIR (Markets in financial instruments regulation).

MiFID 2 ha sostituito quindi MiFID I, quest’ultima direttiva era entrata in vigore il 31 gennaio 2007 ed è rimasta valida fino al 2 gennaio 2020.

Perché l’UE ha sostituito il MiFID I con il MiFID II?

La direttiva MiFID I viene sostituita dalla MiFID II perché nel corso del tempo il testo originario “ha subito sostanziali modifiche in diverse occasioni”, per maggiore chiarezza si è preferito procedere alla rifusione delle modifiche avvenute negli anni, pubblicando un testo unico.

Ma i motivi sono anche altri.

MiFID: un po’ di storia

La prima direttiva a normare il mercato finanziario europeo è la 93/22/CE. Dal momento che il numero degli investitori che operano nei mercati finanziari è aumentato esponenzialmente grazie all’avvento del trading online, ecco che il Parlamento europeo ha emanato la direttiva 2004/39/CE (MiFID I).

Tale direttiva ha creato un quadro giuridico organico per disciplinare le attività destinate agli investitori nell’Unione Europea.

La direttiva ha così offerto maggiori garanzie agli investitori, ma ha anche permesso alle imprese di investimento di prestare servizi in tutta l’UE!

Tutto cambia con la crisi finanziaria del 2008-2009. Si evidenziano carenze nel funzionamento e nella trasparenza dei mercati finanziari, si comprende che è necessario rafforzare la regolamentazione dei mercati e dei relativi strumenti finanziari. La nuova direttiva MiFID II va a regolamentare meglio la negoziazione fuori borsa (OTC), così da aumentare la trasparenza e tutelare meglio gli investitori. L’obiettivo è rafforzare la fiducia nel sistema, includere i settori non regolamentati in precedenza, e fornire alle autorità di vigilanza poteri adeguati per svolgere i loro compiti.

Accanto al MiFID II, si aggiunge anche il regolamento (UE) n.600/2020 che costituiscono insieme il quadro giuridico che:

  • disciplina i requisiti alle imprese di investimento,
  • ai mercati regolamentati,
  • ai prestatori di servizi di comunicazione dei dati,
  • e alle imprese di paesi terzi che effettuano servizi o attività di investimento nell’Unione.

A chi si applica il MiFID II

Il MIFID II si applica quindi a quasi tutte le società che operano nel settore finanziario, ma anche a chi gestisce i dati personali dei clienti di tali imprese finanziarie.

Qualsiasi società che intenda operare con cittadini dell’UE deve rispettare la direttiva, anche se ha sede al di fuori dello spazio economico europeo.

  • Broker online.
  • Banche online.
  • Istituti di credito tradizionali.
  • Nuovi servizi fintech dedicati agli investimenti erogati via web o applicazioni mobile.

A chi non si applica il MiFID II

Sono escluse dalla direttiva MiFID II le imprese di assicurazione vita, perché le loro attività sono già disciplinate dalla direttiva 2009/138/CE. Identico discorso vale per le società di riassicurazione e di retrocessione.

Sono esentate le persone che prestano servizi di investimento alla propria impresa madre o alle proprie imprese figlie.

Esclusi dalla direttiva MiFID II le persone che prestano servizi di investimento a titolo accessorio nell’ambito di un’attività professionale, ma con delle eccezioni.

Sono escluse le persone che negoziano per conto proprio in strumenti finanziari diversi dagli strumenti derivati su merci o dalle quote di emissione o relativi strumenti derivati, ma con delle eccezioni.

Anche per le persone ci sono delle esclusioni, ma sono molto particolareggiate e richiedono la lettura del testo e il confronto con un professionista che possa consigliare adeguatamente.

Cosa dicono l’articolo 24 e 25 del MiFID 2

L’articolo 24 e 25 del MiFID 2 fanno parte delle disposizioni volte a garantire la protezione degli investitori. In particolare:

  • L’articolo 24 del MiFID II disciplina: I principi di carattere generale e informazione del cliente.
  • L’articolo 25 del MiFID II disciplina: Valutazione dell’idoneità e dell’adeguatezza e comunicazione ai clienti.

Questi due articoli sono fondamentali per i clienti, perché disciplinano i loro diritti quando sottoscrivono uno strumento finanziario, un piano di investimento, o acquistano obbligazioni, ecc.

Non solo l’impresa di investimento deve fornire tutte le informazioni legate allo strumento finanziario, compresi i rischi ed i costi, ma deve anche garantire che la persona che propone gli strumenti sia stata adeguatamente formata per svolgere il ruolo di consulente finanziario.

L’impresa è anche obbligata a verificare se il cliente è davvero adeguato al determinato tipo di investimento, se non lo è si deve rifiutare di procedere oltre.

Dove fare formazione sul MiFID II

La migliore formazione sul MiFID II passa attraverso la lettura del testo integrale o almeno delle parti che impattano sul tuo ruolo.

Il testo integrale del MiFID II è scaricabile dal sito Eur Lex dell’Unione Europea. Per comodità linkiamo qui il testo della Direttiva 2020/65/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

Inoltre, come consiglia la direttiva stessa è il caso di leggerla “in combinato disposto con il regolamento” (UE) n. 600/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio.

MIFID 2 e Brexit: dopo cosa accadrà?

C’è chi ovviamente si domanda cosa accadrà dopo la Brexit, nel rapporto tra imprese d’investimento britanniche e i milioni di clienti europei.

La normativa obbliga anche le imprese di paesi extra-UE a rispettare la direttiva, ma dal momento che le imprese UK sono già adeguate, dopo la Brexit ci sarà solo una necessità burocratica da ottemperare.

Come molti italiani clienti di imprese finanziarie UK sperimentano da alcuni mesi, le società con sede nel Regno Unito hanno in alcuni casi deciso di aprire un’altra sede in un altro paese membro dell’UE.

Il MIFID 2 si applica alle criptovalute?

Espressamente il MIFID 2 non tocca le criptovalute, ma definisce all’allegato I quali sono gli strumenti finanziari, includendo le valute e gli strumenti del mercato monetario.

Come è noto, non c’è pieno accordo su cosa siano le criptovalute. Una definizione internazionalmente accettata non è ancora emersa.

Una sentenza della Corte Europea ha stabilito però che le criptovalute sono valute e quindi anche ad esse si potrebbe applicare il MIFID 2. Ma come e cosa pensano i singoli stati a riguardo? Ciascuno stato UE, infatti, può recepire “a suo modo” la direttiva e decidere di conseguenza come devono essere disciplinate le criptomonete.

Concludendo

Adesso tocca a te approfondire lo studio del testo MiFID 2 per essere competente ed evitare di essere raggirato da chi non rispetta le regole.

Per andare sul sicuro, fai investimenti in strumenti tradizionali e garantiti come:

Cos’è la MiFID II? Guida rapida in 6 punti

2 Gennaio 2020 – 18:13

5 Febbraio 2020 – 13:03

Arriva la nuova normativa sui mercati finanziari europei, la MiFID 2: cos’è e quali cambiamenti aspettarsi?

Tutto il mondo della finanza europea è in fermento attorno la MiFID 2 – un acronimo oscuro ai più che indica però un cambiamento radicale nel mondo in cui vengono scambiate azioni e materie prime e viene gestito il capitale degli investitori.

Le banche e i fondi di gestione patrimoniale in tutta l’UE hanno speso quasi 2 miliardi di euro solamente per prepararsi all’arrivo della nuova normativa.
Per il grande pubblico, tuttavia, la MiFID II rimane una normativa misteriosa: in vigore a partire dal 3 gennaio 2020, calcolando i vari addendum, il suo testo è lungo circa 7.000 pagine. Per dare un’idea più immediata, è cinque volte più lunga del libro “Guerra e Pace” di Tolstoj e decisamente meno leggibile.

Di seguito Money.it offre una guida pratica su cosa è la MiFID 2 e quali cambiamenti sono attesi nell’industria finanziaria europea.

#1 Cos’è la MiFID 2?

Ci sono voluti sette anni per dare forma alla seconda versione della direttiva sui mercati degli strumenti finanziari proprio a causa della sua ampia portata. Per cominciare, la MiFID II altera il modo in cui viene retribuita l’attività di ricerca sugli investimenti, la modalità in cui vengono documentate le transazioni e il modo in cui i broker condividono le informazioni, trovano i prezzi migliori e si compensano a vicenda.

L’obiettivo principale è quello di portare la luce in alcune aree del mercato che prima erano buie, prediligere la trasparenza e in definitiva trattare l’investitore in modo corretto ed equo in ogni momento.

Le autorità di regolamentazione ritengono che la MiFID 2 proteggerà gli investitori, aumenterà la trasparenza e ricostruirà la fiducia macchiata dalla crisi economica mondiale del 2008. Da mesi l’industria finanziaria è alla ricerca di modi “creativi” per aggirare parte delle nuove regole previste.

#2 Le analisi hanno un costo

I gestori di fondi (i famosi “fund manager”) con la MiFID 2 inizieranno a pagare per la ricerca e la consulenza che utilizzano. Non possono più chiamare gratuitamente il loro analista preferito per una view su quali titoli sono più promettenti o per sapere in che modo l’ultima svolta nei negoziati sulla Brexit influirà sul proprio portafoglio d’investimento. Potrebbero anche non avere più l’accesso ai centinaia di report di ricerca e analisi che da tempo inondano le loro caselle email ogni giorno, a meno che non intendano pagare.

Questo perché la MiFID II obbliga le banche di investimento a fatturare separatamente i servizi di ricerca e quelli di intermediazione per evitare conflitti di interesse. Fino ad ora, il costo dell’attività di ricerca era compreso nelle commissioni che grandi banche come Goldman Sachs o Morgan Stanley applicano per eseguire le operazioni. Ciò ha preoccupato le autorità di regolamentazione perché ha aperto la strada al successo delle banche che offrivano consigli migliori e commissioni elevate, piuttosto che i prezzi migliori, a danno dei clienti.

Poiché i gestori di fondi diventeranno più esigenti con l’avvento della MiFID 2, è prevista una guerra dei prezzi al ribasso per le analisi di mercato nel corso del 2020 e alcuni analisti potrebbero perdere il lavoro.

#3 Più trasparenza sul mercato azionario. Ma come?

La MiFID II si propone di eliminare le cosiddette dark pool. A differenza dei mercati pubblici, come la Borsa di Milano, le dark pool sono mercati privati che consentono agli investitori di acquistare e vendere grossi blocchi di azioni senza rivelare in anticipo la dimensione degli ordini o il prezzo pagato. Persino i regolatori riconoscono che queste svolgono un’importante funzione di mercato.

Supponiamo che un gestore di fondi effettui un grosso ordine su un titolo azionario, ad esempio due milioni di azioni, su una borsa pubblica. Nel vedere l’ordine, i trader specializzati nell’high-frequency, che utilizzano algoritmi per individuare ordini in blocco, potrebbero negoziare contro di loro quasi istantaneamente.

Ma le piazze azionarie si lamentano da anni che troppe negoziazioni avvengono ormai nelle dark pool, privando gli investitori dell’accesso ai prezzi migliori e a commissioni allettanti. Quindi la MiFID II impone dei limiti: solo l’8 percento del volume di qualsiasi titolo può cambiare scambiato in questo modo.

#4 Le vie di uscita studiate dall’industria

L’industria continuerà a fare trading “al buio”? La risposta è Sì. Esistono due strade principali attraverso le quali il trading potrà continuare lontano dallo sguardo del pubblico per ordini troppo piccoli per le dark pool, ma troppo grandi da rischiare di essere battuti in borsa:

Il modo più controverso è chiamato “internalizzatore sistematico”. È il nuovo nome che le banche e le società finanziarie useranno quando compileranno gli ordini di acquisto o di vendita da parte dei propri clienti utilizzando direttamente il proprio capitale.

Alcune piazze pubbliche e altre sedi di negoziazione terranno inoltre delle aste periodiche che celano la dimensione dell’ordine per un titolo azionario fino a quando non si sarà accumulato un volume sufficiente per attivarne la vendita.

#5 Maggiore controllo

I regolatori vogliono essere in grado di individuare i rischi in anticipo e ricostruire rapidamente gli eventi quando accade qualcosa di sospetto. La MiFID II costringerà la comunità degli investitori a tenere sotto controllo quasi tutto. Ad esempio:

  • gli istituti devono segnalare immediatamente le informazioni sulla maggior parte delle operazioni, compresi prezzo e volume;
  • i trader su asset dell’Unione Europea devono fornire i propri dati sensibili, come ad esempio il codice identificativo del passaporto, a tutti i posti in cui svolgono attività di trading;
  • i broker devono sincronizzare i propri orologi e marcare temporalmente tutte le transazioni;
  • i trader obbligazionari – per la prima volta – dovranno riferire al mercato le offerte fatte entro 15 minuti dalla loro esecuzione;
  • i broker e i gestori dovranno registrare tutte le conversazioni relative ad ogni deal e archiviarle per almeno cinque anni.

#6 Cosa accade dal 3 gennaio 2020 in poi?

L’implementazione della tecnologia necessaria per conformarsi alla MiFID II fa assomigliare il 3 gennaio 2020, giorno di arrivo della nuova normativa, al 1° gennaio 2000 – quando molti temevano che la transizione verso il nuovo secolo avrebbe creato scompiglio nei sistemi informatici di tutto il mondo.

Che si verifichino malfunzionamenti IT o meno, a gennaio si prevede che i volumi di trading scenderanno in tutta Europa mentre tutti si adegueranno al nuovo mondo introdotto dalla MiFID. Data l’enormità dei cambiamenti in ballo, le autorità di regolamentazione non dovrebbero applicare multe alle aziende per non essere pienamente conformi, almeno non all’inizio.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su MiFID

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Сome fare soldi con le opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: