Italia Bocconi tra le prime universita

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Il Politecnico di Milano è al ventesimo posto in Business analysis, l’Università Luiss di Roma al 41° secondo le classifiche Qs che si occupano dei corsi (a pagamento) post-universitari. Il “global ranking” Mba vede al primo posto l’americana Harvard (Boston), che ai suoi studenti garantisce nel 91 per cento dei casi un lavoro da 120mila dollari l’anno tre mesi dopo aver terminato

di CORRADO ZUNINO

ROMA – L’Università privata Bocconi di Milano, dice la classifica di Qs, ha l’ottavo Master al mondo in Scienza della Finanza. Il Politecnico di Milano – questo ateneo pubblico e vocato a scienza e tecnica – il ventesimo Master in “Business analytics” (analisi dei dati). Nello stesso comparto l’Università Luiss Guido Carli di Roma è 41esima a pari merito con altre quattro (su 45 corsi testati).

Le classifiche Qs – Quacquarelli-Symonds – tornano a occuparsi dei corsi (a pagamento) post-universitari e in particolare dei master in Finanza, Management e Analisi dei dati (selezionato per la prima volta, approfondisce una specializzazione tra le più ricercate dai recruiters internazionali). Il quarto ranking, complessivo, è il Global Mba e certifica secondo cinque parametri i migliori master in “business administration”, in generale biennali, al termine dei quali si consegue il diploma “Ba”, requisito preferenziale per le carriere manageriali.

Il “global ranking” Mba (232 corsi classificati) vede al primo posto l’americana Harvard (Boston), che ai suoi studenti di 27 anni di età garantisce nel 91 per cento dei casi un lavoro da 120mila dollari annuali tre mesi dopo aver terminato il Master. Seguono in classifica due università francesi: l’Insead di Fontainbleau, multiculturale con i suoi campus in Medio Oriente e a Singapore, e la Hec di Parigi, con sede a Jouy-en-Josas (vicino a Versailles). Al quarto posto Stanford e al quinto la London business school. Decima l’Ie di Madrid. Negli Stati Uniti si allocano dodici master dei primi venti.

Nella “classifica globale” dei Master al ventiduesimo posto c’è la Bocconi (decima in Europa e unica italiana tra le prime cento) con il suo Mba annuale basato su otto mesi di corsi fondamentali e quattro mesi finali concentrati su Finanza, Innovazione, Impresa e Marketing. A Milano c’è la possibilità di specializzarsi in “Luxury business” e “Made in Italy”. E di trascorrere tre mesi in una “business school” partner di Bocconi. Nel blocco oltre il 100° posto – parliamo sempre del Global Master in business administration si trova il Politecnico di Milano e oltre il 200° l’Università Luiss.

Nel Master in Finanza (131 corsi analizzati) la London business school con i suoi nove programmi post-laurea è davanti al Mit di Sloan (Stati Uniti, Massachusetts) e la Hec di Parigi. Bocconi è all’ottavo posto con undici programmi (biennali) in inglese: il suo punto di forza è la possibilità di assunzione dei post-graduati formati (90,7 per cento), il fattore debole sono i risultati in azienda degli studenti (58 su cento il punteggio a fronte del 100 su cento, per esempio, della Hec di Parigi). Il Politecnico di Milano (Risk management il titolo del suo Master) è 59°, offre sei corsi interamente in inglese e la possibilità di continuare l’approfondimento a Reims, Glasgow, Madrid, Bruxelles e Mumbai. La Luiss (Corporate finance) è nel blocco oltre il centesimo posto e, si legge nel giudizio, “è un corso ideale per chi è laureato in Economia, Legge, Ingegneria”. Nel comparto Scienze della finanza le scuole francesi hanno quattro dei dieci corsi più richiesti.

Nei Master in Management (122 testati nel mondo) tra i primi dieci non c’è nessun programma offerto da università statunitensi. L’Hec di Parigi guida, poi London business school ed Esade di Barcellona. Bocconi (International management) è all’11° posto, il Politecnico 25°, la Luiss oltre il centesimo.

Nel nuovo comparto “Big data” (45 corsi in tutto) il primato è del Mit Sloan business school (Usa, Massachusetts), quindi tre università nordamericane (Texas McCombs, Usc Marshall e Minnesota Carlson) e, quinta, Melbourne (Australia). Qui, in assenza dell’offerta della Bocconi, il Politecnico è ventesimo al mondo e la Luiss 41esima con altre quattro.

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I cinque parametri utilizzati nel ranking sui Master da Qs sono: occupabilità (40.000 risposte), imprenditorialità e risultati degli alunni (49.000 profili), utile sul capitale investito, pensiero-leadership, diversità del corso.

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Europe Teaching Rankings: l’Università di Pisa tra le prime cinque in Italia

Nella classifica del Times Higher Education, l’Ateneo si colloca tra le prime cento a livello europeo

L’Ateneo di Pisa si colloca tra le prime cento università a livello europeo e tra le prime cinque in Italia negli Europe Teaching Rankings 2020, appena pubblicati dal Times Higher Education. A livello nazionale l’Ateneo pisano si colloca nella fascia 76-100 insieme all’Università di Pavia, preceduto solo da Bologna, Politecnico di Milano e Siena, tutte in fascia 51-75. In totale le università italiane che compaiono in questa classifica sono 33, delle quali 20 si piazzano tra le prime 200 europee.

Il Times Higher Education redige da parecchi anni uno tra i più autorevoli ranking internazionali delle università, il World University Ranking, che valuta gli atenei a 360 gradi su reputazione, ricerca e didattica. La classifica pubblicata ora, invece, riguarda in modo specifico la didattica. Per omogeneità, è stata limitata alle sole università europee. La peculiarità del ranking è che la maggior parte degli indicatori utilizzati derivano da una indagine che THE ha svolto somministrando questionari agli studenti dei vari atenei. Per l’Università di Pisa, ad esempio, hanno risposto circa 1000 studenti.

“L’ottimo posizionamento conseguito dall’Università di Pisa negli Europe Teaching Rankings – ha commentato il rettore Paolo Mancarella – si associa ai recenti dati del QS World University Rankings, in cui l’Ateneo ha ottenuto un significativo miglioramento sugli indicatori che misurano la qualità della produzione scientifica: del resto sappiamo bene che una didattica di qualità non può prescindere da una ricerca di qualità. Questo nuovo importante risultato premia gli sforzi che stiamo facendo nel settore della didattica, con un’offerta ampia e variegata, come è emerso nell’iniziativa che proprio pochi giorni fa abbiamo dedicato a questo tema. Posso ben dire che chi sceglie di venire a formarsi all’Università di Pisa trova corsi all’avanguardia, competenze fondate su una lunga tradizione e sull’alta qualificazione della classe docente e una popolazione studentesca vivace, partecipe e motivata: il tutto nella cornice di una città ricca di storia, cultura ed eccellenza scientifica”.

Il Focus sulla didattica, tenutosi il 3 luglio, è stato l’occasione per parlare dei progetti speciali per la didattica, con cui l’Università di Pisa ha inaugurato un nuovo modo di fare lezione che va oltre la tradizionale “aula”: gli studenti hanno la possibilità di partecipare a viaggi studio, lezioni fuori sede e iniziative all’estero, e di svolgere tante altre attività pensate per rendere più efficaci e incisivi gli insegnamenti dei corsi di laurea. Nell’anno accademico 2020/2020 sono 40 i progetti a cui hanno partecipato gli studenti e per il prossimo semestre ci sono già 37 proposte in fase di valutazione. Si è discusso anche dei cinque nuovi corsi di laurea attivati negli ultimi due anni: Scienze della formazione primaria, Management for Business and Economics, Diritto dell’innovazione per l’impresa e le istituzioni, Ingegneria per il design industriale e Management e controllo dei processi logistici. Ci sono state inoltre sessioni specificatamente dedicate alla presentazione delle attività organizzate dall’Ateneo per l’orientamento in ingresso e in uscita, l’internazionalizzazione e il sostegno agli studenti disabili o con bisogni speciali. Infine, una sessione specifica è stata dedicata all’iniziativa “Insegnare a insegnare”, che mira a migliorare la qualità dell’insegnamento dei docenti neo-assunti.

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Nella classifica Qs l’ateneo perde però terreno nei corsi post-universitari in Finanza rispetto al 2020. Presenti anche il Politecnico di Milano e la Luiss di Roma. Il “global ranking” vede svettare le americane Stanford e Wharton

di VALERIA STRAMBI

Volete fondare una startup di successo o ambite a un ruolo di leadership all’interno di un’organizzazione non governativa? Studiare finanza alla Bocconi, seguire un corso di marketing al Politecnico di Milano o specializzarsi in Business Analytics alla Luiss di Roma, può fare la differenza. Parola delle classifiche Qs – Quacquarelli-Symonds – 2020, che individuano i migliori master al mondo in Business administration (Global Mba) e i migliori corsi post-universitari in Finanza, Management, Analisi dei dati e Marketing.

Nella classifica complessiva (Global Mba ranking) sono stati valutati 240 corsi e a dominare tra le italiane conquistandosi uno spazio tra le top 50 al mondo, è ancora una volta lUniversità Bocconi di Milano, che conferma il 23° posto del 2020 e risulta decima in Europa. Seguono il Politecnico di Milano, (fascia 101-110 e 33° posto tra le europee) e l’Università Luiss di Roma, che sale di un gradino raggiungendo quota 151-200.

Lo scettro resta però agli Stati Uniti, che svettano con la Stanford University e la Wharton School (entrambe prime), mentre Harvard perde tre posizioni. Il Regno Unito è la seconda destinazione di studio più rappresentata nella top 100, con ben 10 corsi classificati, seguita dalla Francia (sei corsi, di cui due nella top 10). Al terzo posto della classifica c’è l’Institut européen d’administration des affaires (Insead), che ha un campus a Singapore e altre due sedi a Fontainebleau e ad Abu Dhabi.

Quanto alle altre classifiche Qs relative ai corsi post-universitari, le italiane arretrano di alcune posizioni rispetto al passato. Nel ranking sui master in Business Analytics (84 corsi valutati) il Politecnico di Milano slitta dalla posizione 35 alla 48, mentre la Luiss si mantiene sotto il 50° posto. Per i master in Finanza (155 corsi valutati) la Bocconi è undicesima a livello mondiale (nel 2020 era ottava), mentre il Politecnico di Milano passa da quota 52 a 58. Nei master in Management (128 corsi valutati) la Bocconi si difende, anche se perde una posizione (da undicesima a dodicesima). Il Politecnico di Milano passa invece dal 28° posto del 2020 al 35° del 2020 e la Luiss rimane sopra 101. Per il settore Marketing (77 corsi valutati) spicca il Politecnico di Milano, che passa dalla posizione 39 alla 45.

Queste classifiche coprono i corsi post-laurea nell’area business più richiesti dai datori di lavoro di tutto il mondo. Sono stilate per valutare il successo delle business school, tenendo conto degli aspetti che contano di più per i futuri studenti. I valori più utilizzati per stilare i ranking sono: tasso di occupabilità dei laureati, imprenditorialità, ritorno sull’investimento e though-leadership. “Gli indicatori innovativi adottati da Qs per misurare il focus sull’imprenditorialità e il successo degli alunni – spiegano i ricercatori – forniscono una nuova prospettiva per il crescente pubblico di potenziali studenti interessati a fondare una startup o a ottenere ruoli di consulenza o direttivi, ma anche per chi ambisce a ricoprire posizioni di leadership in organizzazioni non governative o senza scopo di lucro”.

Alex Chisholm, responsabile del dipartimento Analisi di Qs, spiega: “Oltre ad analizzare i programmi, abbiamo anche considerato la reputazione delle business school dal punto di vista di quasi 32 mila datori di lavoro e oltre 36 mila accademici di tutto il mondo. Infine, abbiamo mappato i percorsi formativi di 30 mila ex studenti di successo per scoprire in quali scuole si sono specializzati”.

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