Le prospettive di crescita economica in Europa sono molto basse

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Le prospettive di crescita economica in Europa sono molto basse

Il bollettino di luglio dell’Eurotower mostra la debolezza della crescita nell’Eurozona. Ma non ci sono eccessive preoccupazioni legate all’andamento dell’inflazione, le cui prospettive sono “ancorate all’obiettivo di livelli prossimi al 2%”. “La ripresa sarà molto graduale”

“I rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro restano orientati al ribasso”. Soprattutto, come riportato dal bollettino di luglio della Banca centrale europea, “i rischi geopolitici nonché gli andamenti nei paesi emergenti e nei mercati finanziari mondiali potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche, anche tramite effetti sui prezzi dell’energia e sulla domanda mondiale di beni e servizi provenienti dall’area dell’euro”. Quindi per l’Eurotower “un altro rischio al ribasso è connesso a riforme strutturali insufficienti nei paesi dell’area nonché a una domanda interna inferiore alle attese”. Gli indicatori economici nel mese di giugno danno del resto poche speranze dal momento che, stando al rapporto, “segnalano il procedere di una ripresa molto graduale nel secondo trimestre del 2020”.

Secondo la Bce – che dedica una parte del suo bollettino alle Pmi e prova come la contrazione del credito abbia portato a costi di finanziamento molto più elevati in Italia e Spagna – i pericoli per l’andamento dell’inflazione nell’Eurozona “sia al rialzo sia al ribasso sono limitati e bilanciati nel medio periodo”. Inoltre ribadisce che “in tale contesto il Consiglio direttivo terrà sotto stretta osservazione le possibili ripercussioni dei rischi geopolitici, nonchè l’evoluzione dei tassi di cambio”. Stando alla Bce le “prospettive di inflazione a medio-lungo termine per l’area euro restano saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione sui livelli inferiori ma prossimi al 2%”. Fintanto che le misure promosse dalla Bce a giugno passeranno all’economia, inoltre, “contribuiranno a riportare i tassi di inflazione in prossimità del 2%”.

Real Estate Europa: prospettive di crescita

Ad eccezione della crisi in Spagna, l’economia europea ha mostrato segni di una ripresa molto forte. Questo dato è particolarmente evidente guardando all’andamento dell’occupazione: secondo gli ultimi dati infatti la creazione di posti di lavoro in Europa è tornata ai livelli del boom pre-crisi. Tutto ciò si sta traducendo in un aumento dei redditi, che, a sua volta, supporta maggiori consumi e investimenti.
Nonostante l’euro forte, l’andamento della prima parte dell’anno sembra confermarsi anche nella parte finale del Q3 2020. Le esportazioni hanno dato un contributo fondamentale a questo risultato. Insieme a una solida domanda interna e a prospettive di miglioramento in altre economie avanzate, tutto ciò può segnare un prolungato periodo di prosperità economica e previsioni potenzialmente al rialzo. Tuttavia, l’assenza di pressioni inflazionistiche rende improbabile un innalzamento dei tassi di interesse fino al 2020.

Uffici: crescita economica e impennata degli affitti

Il solido miglioramento dell’economia continua a garantire dividendi per i proprietari, con volumi di affitto che si mantengono al di sopra delle medie di lungo termine. Al secondo trimestre 2020 le eccezioni sono state Vienna e Bruxelles, entrambi particolarmente deboli. I mercati tedeschi, insieme al centro di Parigi, fanno registrare le migliori performance. Tra gli altri mercati che registrano performance al di sopra della media negli affitti figurano Amsterdam, dove la crescita è stata sorprendentemente elevata nel 2020, Dublino e il Lussemburgo. Gli affitti si sono in crescita anche a Stoccolma e Berlino, supportate da un’economia sottostante particolarmente in salute.
Le previsioni di crescita nell’arco di cinque anni sono tuttavia più basse in alcuni mercati, come Dublino, Madrid e il central business district di Parigi. Per Barcellona prevediamo un 2020 relativamente stabile, prima del ritorno a una fase di crescita.

Retail: l’eCommerce spinge i volumi di scambio del retail

I consumatori in Europa continuano a beneficiare dell’aumento dell’occupazione, i livelli di fiducia si stanno innalzando ulteriormente e i consumi retail si mantengono in crescita in tutta la regione. Le vendite retail in Europa sono cresciute del 3,0% nel terzo trimestre del 2020, con performance più elevate in Francia, Portogallo e Germania, che si sono attestate intorno al 4,2%, 3,8% e 3,4% rispettivamente. Spagna, UK e Italia hanno registrato performance inferiori rispetto al benchmark regionale, con vendite retail cresciute rispettivamente dell’1,7%, 1,5% e 1,3%. La regione scandinava continua a mantenere elevati volumi di vendita. Svezia e Finlandia si mantengono al di sopra della media europea, mentre la Danimarca ha registrato una performance inferiore, attestandosi all’1,5%. Considerando l’Eurozona nel suo insieme, non si è registrato un aumento dei salari, nonostante la buona salute del mercato del lavoro, perché la crescita dei salari reali è annullata dall’aumento dell’inflazione.
Le vendite al dettaglio in Europa sono spinte anche dalla crescita a due cifre dell’eCommerce. Mentre l’online continua a dare un apporto determinante al totale delle vendite al dettaglio, la correlazione tra le vendite al dettaglio e la crescita degli affitti diventerà più debole.
Il canale online è sempre più ampiamente utilizzato dai retailer, ma la cosa non è priva di criticità legate ai costi di consegna, alle infrastrutture logistiche e ai tassi di conversione, tutti elementi che hanno un impatto sulla profittabilità. I negozi fisici sono, e rimarranno, un elemento fondamentale per il successo dei retailer, nonostante i profondi cambiamenti intervenuti nel panorama retail. Tuttavia il ruolo dei negozi fisici sta cambiando definitivamente. I negozi stanno diventando sempre più elementi esperienziali, strumenti di marketing e centri di distribuzione. L’omnichannel è l’obiettivo di quasi tutti i retailer, ma il raggiungimento di un ecosistema retail perfettamente integrato potrebbe richiedere tempo.

Logistica: è sostenibile l’espansione della supply chain?

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Il settore logistica ha visto crescere la domanda in modo sostanziale dalla fase più bassa del mercato, nel 2009. Il take-up è più che raddoppiato nell’arco di sette anni. Inizialmente trainato dalla domanda in Germania, si è poi esteso a gran parte del Continente negli ultimi tre anni. La crescita economica, la continua riorganizzazione del segmento retail, le strutture logistiche di terze parti e l’andamento dell’industria manifatturiera fanno pensare che questo trend possa continuare, anche se potrebbe già aver raggiunto il picco nei mercati maturi.
L’ondata di richiesta strutturale di spazi per la logistica ha attraversato diversi mercati, prima Germania e UK, e ora l’Europa Centrale e del Sud. Se questi ultimi mercati potrebbero avere ancora davanti alcuni anni prima che la crescita dell’eCommerce e l’ammodernamento delle strutture di stoccaggio si possano dire realizzati, i mercati più maturi potrebbero essere invece più vicini al picco del ciclo.

Investimenti: liquidità si mantiene in positivo, ma la compressione dei rendimenti sta rallentando

Gli investimenti nei 18 principali Paesi europei si stanno mantenendo a un livello superiore del 50% rispetto alla media degli ultimi 10 anni, e manterranno probabilmente una pressione al ribasso sugli yield nell’immediato futuro. Le transazioni si concentrano in particolare in un numero ristretto di paesi; tra i mercati principali, la Germania è al di sopra della media del 65%, UK del 20% circa e la Francia del 10%.

Andamento del ciclo: nicchie di valore in mercati competitivi

In un’ottica di rischio ponderato, Germania e Spagna si confermano i Paesi target top per gli investimenti negli shopping center. La Germania continua a beneficiare di un trend nelle nuove costruzioni che si muove ancora a rilento e di una spesa al consumo in crescita. Le performance positive della Spagna hanno ormai un andamento ciclico, e sono il risultato del ritorno a una solida crescita del PIL, che crea l’opportunità di far crescere gli affitti, che partono da una base bassa.
L’adeguamento degli yield in UK in seguito alla Brexit, al di fuori di Londra, porta a un outlook leggermente migliore per i rendimenti del segmento degli uffici nel medio termine. L’hurdle rate per il Regno Unito è il più basso in Europa, a causa dell’attrattività strutturale del mercato degli uffici, legata ad esempio a un elevato livello di trasparenza, liquidità e affitti di lungo termine. Il Regno Unito sembra quindi ben posizionato se si considerano i rendimenti ponderati rispetto al rischio, nonostante i rischi connessi alle negoziazioni della Brexit.

Amsterdam, Helsinki, Lussemburgo e Lione sono le nostre destinazioni privilegiate nel segmento uffici

Il settore logistica in Spagna e Italia è percepito al momento con un profilo di rischio un po’ più elevato. Tuttavia, i rendimenti del segmento in Europa avranno un buon andamento nei prossimi cinque anni e lo spettro del rischio sta cambiando. I due Paesi si stanno progressivamente trasformando in mercati della logistica strutturati, aspetto che contribuirà ad abbassare i premi di rischio nel tempo. I livelli attesi di IIR in Germania sono molto bassi, ma i rischi nel breve periodo legati alle vacancies sono molto favorevoli, perciò gli investitori con basso profilo di rischio sono molto attivi.

Stili di investimento

Il real estate sembra al momento posizionato su livelli di prezzo elevati rispetto al trend storico di questa asset class, tuttavia il prezzo degli immobili è ancora, se non basso, almeno equo rispetto al mercato dei bond. Il grafico mostra i rendimenti annui degli uffici prime previsti per i prossimi cinque anni, valutati in base all’ipotesi che i tassi di interesse inizino a normalizzarsi dal 2020 e i rendimenti immobiliari subiscano conseguentemente un aggiustamento al rialzo. I mercati migliori registrano un rendimento medio annuo del 4% circa senza leva e alcuni mercati faticano a raggiungere rendimenti positivi, nonostante si preveda una crescita degli affitti in questo periodo. Se queste proiezioni di rendimento sembrano basse rispetto al trend di lungo periodo del settore, l’aspetto chiave è che il real estate dovrebbe ancora superare le performance dei bond anche in uno scenario di aumento dei tassi.

Stefan Wundrak, Head of European Research di TH Real Estate

Previsioni economiche di primavera 2020: ancora crescita ma a ritmo più moderato

/italy/file/springeef600_itspring_eef_600

Si prevede che nel 2020 l’economia europea continui a crescere per il settimo anno consecutivo, con un aumento del PIL reale in tutti gli Stati membri dell’UE. Dato il persistere di incertezze a livello globale, saranno le dinamiche interne a sostenere l’economia europea. La crescita dovrebbe accelerare nuovamente l’anno prossimo.

Il recente rallentamento della crescita globale e del commercio mondiale, insieme all’elevata incertezza sulle politiche commerciali, incidono negativamente sulle prospettive di crescita del prodotto interno lordo (PIL) nel 2020 e nel 2020. Un altro fattore è rappresentato dalla persistente debolezza del settore manifatturiero, soprattutto nei paesi che devono affrontare problemi specifici nell’industria automobilistica.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, nonché per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “L’economia europea si sta dimostrando resiliente dinanzi a un ambiente esterno meno favorevole, caratterizzato anche da tensioni commerciali. La crescita dovrebbe proseguire in tutti gli Stati membri dell’UE e accelerare l’anno prossimo, sostenuta da una forte domanda interna, da un aumento costante dell’occupazione e da costi di finanziamento modesti. Tuttavia, sulle prospettive pesano notevoli rischi. Sul fronte esterno vi è il rischio di un’ulteriore intensificazione dei conflitti commerciali e delle debolezze dei mercati emergenti, in particolare la Cina. In Europa è importante prestare attenzione all’eventualità di una Brexit senza accordo, all’incertezza sul piano politico e a un possibile ritorno del circolo vizioso tra emittenti sovrani e banche.

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato:“L’economia europea continuerà a crescere nel 2020 e nel 2020. La crescita rimane positiva in tutti i nostri Stati membri e continuano ad arrivare buone notizie sul fronte dell’occupazione e della crescita dei salari. Ciò indica una tenuta dell’economia europea di fronte a una situazione globale meno favorevole e a una persistente incertezza. Tuttavia, dobbiamo essere pronti a sostenere maggiormente l’economia, se necessario, e ad adottare ulteriori riforme per stimolare la crescita. Soprattutto dobbiamo evitare di scivolare nel protezionismo, che non farebbe altro che esacerbare le tensioni sociali ed economiche esistenti nelle nostre società.”

Il rallentamento del PIL dovrebbe concludersi nel 2020

Poiché il commercio mondiale e la crescita dovrebbero rimanere più deboli quest’anno e il prossimo rispetto al ritmo sostenuto che ha caratterizzato il 2020, la crescita economica in Europa si baserà interamente sull’attività interna. Oggi il numero dei cittadini europei che hanno un lavoro è il più alto di sempre e, stando alle previsioni, l’occupazione dovrebbe continuare a crescere, anche se a un ritmo più lento. Questo, accompagnato da un aumento dei salari, un’inflazione contenuta, condizioni di finanziamento favorevoli e misure di stimolo fiscale in alcuni Stati membri, dovrebbe stimolare la domanda interna. Nel complesso, quest’anno il PIL dovrebbe crescere dell’1,4 % nell’UE e dell’1,2 % nella zona euro.

Nel 2020 i fattori interni negativi dovrebbero attenuarsi e l’attività economica al di fuori dell’UE dovrebbe conoscere una ripresa, anche grazie a condizioni finanziarie globali più favorevoli e a politiche di stimolo in alcune economie emergenti. Per il prossimo anno si prevede un leggero rafforzamento della crescita del PIL, che dovrebbe raggiungere l’1,6 % nell’UE e l’1,5 % nella zona euro. Sui dati relativi al 2020 incide anche il maggior numero di giorni lavorativi nel corso dell’anno.

Disoccupazione in costante diminuzione

Le condizioni del mercato del lavoro hanno continuato a migliorare, nonostante il rallentamento della crescita verso la fine del 2020. La disoccupazione, ancora troppo elevata in alcuni Stati membri, a livello dell’UE è scesa al tasso più basso registrato dall’inizio della serie mensile dei dati nel gennaio 2000 (6,4 % nel marzo 2020). La disoccupazione nella zona euro è attualmente al livello più basso dal 2008.

Nel corso dei prossimi due anni si prevede un rallentamento del tasso di crescita dell’occupazione in conseguenza di una crescita più moderata e del venire meno di misure di bilancio temporanee in alcuni Stati membri. Nell’UE il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a diminuire nel 2020 raggiungendo il 6,2 % nel 2020. Per quanto riguarda la zona euro, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 7,7 % nel 2020 e al 7,3 % nel 2020, un livello inferiore rispetto a prima dell’inizio della crisi nel 2007.

L’inflazione dovrebbe rimanere contenuta

L’inflazione nell’UE dovrebbe scendere all’1,6 % quest’anno e quindi risalire all’1,7 % nel 2020. L’inflazione complessiva della zona euro è scesa dall’1,9 % nell’ultimo trimestre del 2020 all’1,4 % nel primo trimestre di quest’anno a causa dei minori aumenti dei prezzi dell’energia. Con il previsto ulteriore rallentamento dell’inflazione dei prezzi dell’energia nei prossimi trimestri e pochi segnali del fatto che l’aumento della crescita salariale abbia alimentato le pressioni di fondo sui prezzi, l’inflazione della zona euro (indice armonizzato dei prezzi al consumo) dovrebbe attestarsi all’1,4 % sia nel 2020 che nel 2020.

Il debito pubblico continua a diminuire nonostante una crescita inferiore

Il rapporto debito/PIL dovrebbe diminuire nella maggior parte degli Stati membri nel 2020 e nel 2020 poiché i disavanzi rimangono bassi e la crescita del PIL nominale dovrebbe rimanere più elevata del tasso di interesse medio sul debito in essere. Nell’ipotesi di politiche invariate, il rapporto debito/PIL dell’UE dovrebbe scendere dall’81,5 % nel 2020 all’80,2 % nel 2020 e al 78,8 % nel 2020. Il rapporto debito/PIL aggregato della zona euro dovrebbe scendere dall’87,1 % nel 2020 all’85,8 % nel 2020 e all’84,3 % nel 2020.

Il disavanzo pubblico aggregato dell’UE dovrebbe passare dallo 0,6 % del PIL nel 2020 all’1 % sia nel 2020 che nel 2020. Anche per quanto concerne la zona euro dovrebbe aumentare passando dallo 0,5 % del PIL nel 2020 allo 0,9 % nel 2020, per poi rimanere invariato nel 2020, nell’ipotesi di politiche invariate. L’aumento di quest’anno è dovuto principalmente a una più lenta crescita del PIL e a politiche di bilancio espansive in alcuni Stati membri.

Permangono notevoli rischi sulle prospettive per il futuro

Sulle prospettive continuano a pesare notevoli rischi di revisione al ribasso. Il rischio di misure protezionistiche a livello globale e l’attuale rallentamento della crescita del PIL e del commercio su scala mondiale potrebbero risultare più persistenti del previsto, in particolare se la crescita in Cina risulterà deludente. Per l’Europa i rischi principali sono quelli legati a una Brexit senza accordo e alla possibilità di un protrarsi delle perturbazioni temporanee che gravano attualmente sul settore manifatturiero. Vi è inoltre il rischio che l’aumento dell’incertezza politica e misure meno favorevoli alla crescita possano tradursi in una riduzione degli investimenti privati.

Per quanto riguarda gli aspetti positivi, i consumi e gli investimenti privati nell’UE potrebbero rivelarsi più resilienti del previsto, in particolare se la fiducia delle imprese e dei consumatori risulterà meno sensibile all’incertezza e ai venti contrari sul mercato interno, e se sarà accompagnata da misure di politica di bilancio più forti delle attese nei paesi con un margine di bilancio e da riforme favorevoli alla crescita.

Per il Regno Unito un’ipotesi puramente tecnica per il 2020

Alla luce del processo di recesso del Regno Unito dall’UE, le proiezioni per il 2020 e il 2020 si fondano sull’ipotesi puramente tecnica dello status quo in termini di relazioni commerciali tra l’UE a 27 e il Regno Unito. Si tratta di un’ipotesi adottata unicamente a fini di previsione, che non ha alcuna incidenza sul processo in corso nell’ambito della procedura prevista dall’articolo 50.

Contesto

Le previsioni si basano su una serie di ipotesi tecniche relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 24 aprile 2020. Per tutti gli altri dati, comprese le ipotesi relative alle politiche governative, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 23 aprile incluso.

A meno che le politiche non siano sufficientemente dettagliate e annunciate in modo credibile, le proiezioni presuppongono che restino invariate.

Le prossime previsioni della Commissione europea saranno un aggiornamento del PIL e delle proiezioni dell’inflazione nelle previsioni economiche di estate 2020.

Per ulteriori informazioni

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Moscovici su Twitter: @pierremoscovici

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Сome fare soldi con le opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: