Money Managment – Cosa e e perche dobbiamo utilizzarlo

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Money Management – Cosa è e perchè dobbiamo utilizzarlo

Una strategia di trading di opzioni binarie ha come obiettivo primario il poter garantire profitti e minimizzare le perdite.

Per poter operare in questo senso la gestione del rischio e le giuste strategie sono fondamentali ma non sempre sufficienti, è in questo caso infatti che si comincia a parlare del Money managment, strategia che se da un lato aiuta ad ottimizzare i guadagni, dall’altro lato, e cosa forse più importante, aiuta a minimizzare le perdite.

Se si può cominciare a fare trading senza strategia particolare non è possibile farlo senza avere invece alle spalle una solida strategia di money management.
Ma cosa è questo indispensabile Money Managment?

Se si è pratici con la lingua inglese il significato è chiaro, gestione del denaro nelle operazioni su mercato avendo come obiettivo generare profitto minimizzando i rischi.
Il Money Managment interviene nelle tre fasi principali quando si opera nel mercato delle opzioni binarie:

Money Managment e Deposito

La prima domanda che ci si pone quando si decide di operare nel mercato tramite un broker è: quanto depositare?
Solitamente i broker hanno dei limiti di deposito minimo che solitamente si aggira a €250, ma questo limite non sarebbe un capitale sufficiente per fare trading.
Non esiste una risposta valida per tutti ma il money managment aiuta anche ad analizzare i benefici offerti dai brokers ed in base a questi poi decidere quanto depositare (i bonus per esempio o i trattamenti di favore per depositi superiori all’importo minimo).

Nella scelta della cifra da depositare bisogna essere in grado di trovare il giusto equilibrio tra il minimo ed il massimo depositabile, tenendo ovviamente in considerazione il budget che si è disposti a versare oltre il quale non andare mai, a prescindere dai consigli che si leggono online.

In linea di massima una buona via di mezzo potrebbero essere €500.

Money Managment ed Operazioni di trading

Abbiamo deciso quanto depositare e a questo punto siamo operativi, quanto investire in singola operazione?
In questo delicato momento arriva la strategia, ovviamente il quanto investire non dovrebbe essere scelto a caso ma dovrebbe essere frutto di un percorso logico e strategico.
In questo momento il money managment diventa essenziale e gli approcci sono fondamentalmente 2:

  • Money managment ad importi fissi
  • Money managment ad importi variabili

L’approccio Money Managment a importi fissi vuole che si decida un importo e che si utilizzi sempre quello stesso in tutte le operazioni, per esempio €15.
Un approccio sistematico che permette di tenere sotto controllo il proprio capitale.
Considerando il fatto che stiamo investendo in mercati che conosciamo e su cui crediamo di poter prevedere l’andamento, in teoria questa è una strategia ottimale che permette di investire in maniera semplice e piuttosto ordinaria.

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L’approccio a importi variabili invece è un pò più complessa di quello a importi fissi ma probabilmente è più interessante della precedente.
Con questo approccio si calcola il 2% del capitale disponibile, il risultato darà la somma che si dovrebbe investire.
Questo semplice calcolo vanta numerosi fattori positivi, come per esempio che il capitale cresce in proporzione.
Se guadagni allora cresce anche il capitale investito su singola operazione. Se perdi, il capitale diminuisce e così anche quanto si investirà nella prossima operazione.

Money Managment e Prelievi

Se si applicano le giuste strategie e si impara a fare trading con le opzioni binarie i guadagni possono diventare importanti che si possono ovviamente prelevare e spendere come meglio si crede.

Ma anche in questo caso, se le opzioni binarie per te diventano un lavoro serio allora piuttosto che prelevare tutto e spendere quanto è giusto prelevare? Quanto sarebbe indicato lasciare nel conto per poi essere reinvestito?

Una buona norma, se questa attività è la tua principale, sarebbe prelevare il 50% e lasciare nel conto il restante.
Ti ricordiamo anche che i brokers hanno costi di prelievo a volte molto importanti, per cui prima di prelevare conosci i costi di prelievo e le modalità e solo quanto credi che il costo sia minimo rispetto il prelievo stesso allora completa la richiesta.

Prima di prelevare tieni traccia del guadagno effettivo semplicemente sottraendo al capitale totale finale quello iniziale (deposito).
Questa semplice operazione rappresenterà i profitti.
La somma da prelevare sarà il 50% del profitto e non del totale in account.

Anche in questo caso il Money Managment insegna come operare in maniera sistematica. Non solo quando si opera nel mercato anche quando si deposita e quando si preleva.

Coronavirus, non dobbiamo toccare il volto con le mani: qualche trucco per riuscirci

Perché è pericoloso toccarsi il volto con le mani

Ognuno di noi si tocca il volto centinaia di volte al giorno, quasi sempre in modo involontario o senza rendersene conto. È un’abitudine che forse, prima dell’emergenza coronavirus, nessuno di noi sospettava di avere. Per capire perché l’igiene delle mani e il contatto con il viso possono fare la differenza durante un’ epidemia bisogna tenere conto di come il virus si diffonde. Una persona infetta sale sugli ascensori, tocca pulsanti e maniglie, magari tossisce o starnutisce.

GUARDA ANCHE: Coronavirus, l’annuncio del premier Conte

Quando quella persona se ne va rimangono goccioline microscopiche contenenti il virus. Chi verrà dopo toccherà gli stessi pulsanti, le stesse superfici, le stesse maniglie contaminando con il virus le proprie mani con cui poi si strofinerà gli occhi o si toccherà il naso, che diventano porte di ingresso per l’agente patogeno. Questo meccanismo vale per tutti i virus e batteri ma è molto pericoloso con Sars-Cov2 perché il virus è nuovo.

E come ha detto Walter Ricciardi , professore di Igiene, consigliere del ministro della Salute«il nuovo coronavirus di fronte a se trova delle praterie, non ha barriere in quanto incontra una popolazione completamente suscettibile, senza difese, esposta al contagio perché il sistema immunitario non ha mai dovuto contrastare una simile infezione prima». E una volta penetrato nell’organismo Sars Cov2 è molto virulento, cioé ha grandi capacità di riprodursi. Per questo dobbiamo fare il possibile per bloccarlo.

© Fornito da Corriere della Sera

Toccati il volto con fazzoletti

Quando sentiamo il bisogno di grattarci perché ci prude qualche parte del volto, oppure dobbiamo aggiustarci gli occhiali o strofinarci il naso è meglio prendere un fazzoletto di carta usa e getta e utilizzarlo al posto delle dita e poi buttarlo subito via. Se dobbiamo starnutire ma non abbiamo a portata di mano un fazzoletto meglio starnutire sul gomito piuttosto che sulla mano: starnutire sulla mano rende infatti più probabile la trasmissione (attraverso le goccioline) di germi ad altre persone o oggetti che si trovano intorno.

Quando ci tocchiamo il volto? Per quali ragioni? Qual è la parte su cui insistiamo di più? Un primo passo per smettere è arrivare a una giusta consapevolezza. In certi casi ci si può lavorare perché è una conseguenza di ansia o impulsi. Capire che cosa inneschi quegli impulsi è dunque un modo per provare a frenarci. Se ad esempio ci ritroviamo a sfregarci gli occhi perché ce li sentiamo secchi possiamo optare per lacrime artificiali. Se le lenti a contatto ci danno fastidio meglio scegliere gli occhiali, sempre nell’ottica di toccare il meno possibile l’occhio. Si è detto molte volte che le mascherine non servono alla popolazione generale per evitare il contagio ma possono essere molto utili a impedire di toccarsi naso e bocca.

Tieni le mani occupate

Tenere le mani occupate con una palla anti stress o un altro oggetto può ridurre il numero di contatti con il viso e minimizzare quelle cause scatenanti che ci portano a toccarci il volto. Naturalmente, qualunque sia l’oggetto anti stress scelto, va regolarmente pulito e disinfettato. Se ci ritroviamo senza nessun oggetto possiamo cavarcela con le nostre stesse mani: teniamole in grembo, magari incrociamole e giriamo i pollici, insomma coinvolgiamole attivamente così da non portarle al volto. Psicologi suggeriscono anche la possibilità di utilizzare saponi o lozioni profumate: sentire quell’odore avvicinando le mani al volto ci può rendere più consapevoli dell’azione.

Un altro escamotage che vale per le donne è quello di truccarsi . Uno studio ha infatti scoperto che le donne si toccano il viso molto meno quando sono truccate. Il che è abbastanza ovvio dal momento che ci si trattiene per non rovinare il trucco.

Per molti il problema può essere il fatto di mangiarsi le unghie. Ai tempi del coronavirus, diciamolo, sarebbe meglio smettere. Anzi, può essere l’occasione per smettere perché c’è una motivazione in più. Per aiutarsi si possono utilizzare smalti con sapori sgradevoli. O anche piazzare post-it sul pc o programmare avvisi sullo smartphone che ci ricordino la cattiva abitudine.

Premi e punizioni

Un’altra tecnica può essere quella di stabilire premi e punizioni (naturalmente niente di troppo drastico!) per alzare il livello di attenzione e renderci più consapevoli dei gesti, che quasi sempre sono automatici. Bisogna però essere realisti sugli obiettivi senza fare una tragedia se non si fanno troppi progressi. Resta sempre valido l’irrinunciabile lavaggio delle mani: va fatto spesso e bene.

Coronavirus: quando e come finirà la pandemia?

6 Aprile 2020 – 16:53

Quanto durerà il coronavirus in Italia e nel mondo? I contagi rallenteranno in estate o torneranno in autunno? Cosa sappiamo ad oggi sulla durata e la (possibile) fine della pandemia.

Mentre i casi di coronavirus nel mondo hanno superato il milione ci si chiede quanto durerà la pandemia e quando (e come), finalmente, riusciremo a vedere la fine di tutto questo.

È vero, come hanno detto alcuni, che il virus sparirà con l’arrivo del caldo? O dovremo aspettare il vaccino per dire addio al virus?

Ad oggi è non possiamo dire per certo quanto durerà il coronavirus, se finirà tra poche settimane, mesi, anni oppure mai, ma quello che è sotto gli occhi di tutti è che la sua marcia globale sembra ormai inarrestabile.

Il coronavirus finirà con l’immunità di gregge

Gli esperti concordano sul fatto che la pandemia si concluderà quando si raggiungerà la cosiddetta immunità di gregge. Questa si verifica quando un numero abbastanza ampio di persone in una comunità è così esposto a un agente patogeno che diventa protetto e abbatte il tasso di mortalità.

Esistono due strade per arrivare a questo obiettivo. La prima è la scoperta di un vaccino sicuro ed efficace distribuito a più persone possibile nel mondo; la seconda è far sì che gran parte della popolazione contragga il virus e sviluppi immunoresistenza. Il problema, in questo caso, è che ancora non si sa quanto tempo occorre per raggiungere la soglia necessaria per essere immuni al nuovo coronavirus. Senza misure restrittive e blocchi il processo sarebbe più veloce, ma comporterebbe un alto costo sanitario.

Diversi studi ipotizzano che il numero vero dei contagiati sia molto più alto rispetto ai casi ufficiali; se questo fosse vero, vuol dire che i paesi sono più vicini all’immunità di gregge di quanto pensiamo.

Quando finirà l’emergenza: le 3 fasi

Molti paesi, tra cui l’Italia, hanno elaborato una tabella di marcia per tracciare la possibile evoluzione del virus e la fine del lockdown. Al momento siamo nella fase 1; la fase 2, che andrà da dopo il 13 aprile a metà maggio, sarà quel periodo intermedio di “convivenza col virus”, in cui alcune attività commerciali e industriali ripartiranno mantenendo alcune restrizioni anti-contagio.

Seguirà poi una fase 3, quella in cui si tornerà alla normalità e potremo dire di essere usciti dall’emergenza. Questa fase coinciderà probabilmente con la riapertura di locali, discoteche e stadi. Se saremo fortunati il coronavirus potrebbe svanire con l’estate, ma ad oggi non si sa con certezza se il clima ha un ruolo e se il virus sarà stagionale. Alcuni esperti hanno suggerito che c’è il rischio di una nuova ondata di contagi in autunno, in concomitanza con il calo delle temperature e l’aumento dei malanni stagionali, e che potrebbe essere anche più violenta. Ecco perché è stata proposta la vaccinazione anti-influenza obbligatoria per i soggetti a rischio dal prossimo autunno.

Coronavirus: come finirà? Due scenari

A prescindere dalla durata dell’epidemia, sarà cruciale trovare soluzioni per minimizzarne gli effetti. La diffusione del virus nel mondo sta infatti mettendo in ginocchio interi settori produttivi e a rischio posti di lavoro. Urge quindi fermarlo prima che comporti la recessione dell’economia mondiale e una radicale trasformazione della società.

L’esperto di salute globale Jonathan D. Quick, storico collaboratore dell’OMS e autore di un libro intitolato “La fine delle epidemie: La minaccia incombente per l’umanità e come fermarla”, ha avanzato due possibilità.

1) Nella migliore delle ipotesi i focolai scoppiati nei vari paesi si estingueranno grazie alle misure di controllo e contenimento prese da tutti gli Stati.

2) Nella peggiore delle ipotesi l’epidemia diventerà globale fino a diventare endemica, il che significa che circolerà in modo permanente nella popolazione.

Molti esperti sostengono che il virus di COVID-19 diventerà endemico, andandosi a unire agli altri 4 coronavirus esistenti che causano raffreddori lievi, febbre e sintomi influenzali.

Anche Quick ritiene che sia più probabile il secondo scenario. “Il virus si è diffuso in modo silenzioso in 6 continenti con catene di trasmissione da persona a persona anche fuori dalla Cina, e la diffusione si è accelerata nell’ultima settimana. Se diventa una pandemia le domande sono due: quanto sarà grave e quanto durerà? Il tasso di mortalità è del 3% circa, molto superiore a quello dell’influenza stagionale. Ci sono ancora molte incognite. Ad esempio, potremmo aver sottovalutato il periodo di incubazione e il modo in cui il virus si diffonde”.

Coronavirus e meteo: finirà con l’arrivo del caldo?

Alcuni virus, come quelli che causano l’influenza, sono stagionali. Ad esempio, l’influenza stagionale che in Italia inizia in autunno e raggiunge il suo picco tra gennaio e febbraio leva le tende tra marzo e aprile, con l’inizio della primavera.

Anche questo coronavirus si placherà con l’arrivo della bella stagione? La prospettiva che l’estate e il caldo possano evitare lo scoppio di una pandemia è allettante, ma è ancora troppo presto per prevedere come SARS-COV-2 risponderà ai cambiamenti climatici.

Per comprendere meglio il corso del nuovo coronavirus da qui ai prossimi mesi gli scienziati stanno studiando il comportamento dei virus “fratelli” come SARS e MERS. L’epidemia di SARS, che ha iniziato a diffondersi a metà novembre 2002, è durata fino a luglio 2003, per poi sparire sempre più velocemente. Questo dato suggerisce che il virus potrebbe essere scomparso grazie al clima più caldo, anche perché, lo ricordiamo, ad oggi non esiste un vaccino contro la SARS, né un trattamento farmacologico specifico per curarla. Se dovesse comportarsi in maniera simile al virus della SARS, il nuovo coronavirus potrebbe durare 1 anno.

Per quanto riguarda la MERS, iniziata a settembre 2020 in Arabia Saudita dove le temperature sono in genere molto elevate, non sembra esserci una correlazione con la stagionalità. L’epidemia infatti non è mai stata davvero contenuta e occasionalmente vengono segnalati nuovi casi in Medio Oriente.

L’epidemia si fermerà solo con il vaccino?

Ad oggi non esiste ancora un rimedio efficace o un vaccino contro il nuovo coronavirus: i pazienti guariscono spontaneamente o grazie a terapie di supporto. “Se poniamo tutte le nostre speranze nel vaccino siamo nei guai”, ha detto il prof. Jason Schwartz della Yeale School of Public Health. I tempi per la messa a punto e in commercio di un vaccino, infatti, sono lunghi: occorre in genere almeno 1 anno/1 anno e mezzo. Secondo lui, “se non avessimo messo da parte il programma di ricerca sui vaccini per la SARS oggi avremmo avuto più armi per affrontare il nuovo coronavirus”.

La comunità scientifica sta facendo grossi sforzi nello sviluppo del vaccino e la sua commercializzazione in tempi brevi. La compagnia farmaceutica americana Moderna ha sviluppato un vaccino contro il Covid 19 pronto per i test sull’uomo che dovrebbero iniziare ad aprile, ma gli scienziati israeliani del MIGAL potrebbero essere ancora più vicini al vaccino. Stando a quanto riferito dal ministro della Scienza, Tecnologia e Spazio Ofir Akunis, il vaccino sviluppato in Isreale, che non si somministrerà per via endovenosa ma per bocca, potrebbe ottenere l’approvazione entro 3 mesi.

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