Opzioni binarie, investire sul rand sudafricano

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Opzioni binarie, investire sul rand sudafricano

Il Rand Sudafricano prova a rialzare la testa dopo un 2020 difficile e un inizio 2020 ancora all’insegna della debolezza. La moneta del paese africano ha perso circa il 25% rispetto al dollaro statunitense l’anno passato e un ulteriore 5% a gennaio. Lo scorso 29 gennaio il cambio dollaro/rand ha raggiunto quota 11,23, con la valuta del continente nero che ha toccato i minimi da oltre cinque anni. Deprezzamento ancora più marcato rispetto all’euro con un saldo 2020 negativo di oltre il 30%.

La sponda del primo rialzo tassi dal 2020 la pronunciata discesa del Rand ha indotto la South Africa Reserve Bank (Sarb), la banca centrale del Sudafrica, a intervenire. Nell’ultima riunione di fine gennaio l’istituto guidato dal governatore Gill Marcus ha rivisto al rialzo il costo del denaro, cercando così di placare le tensioni sui mercati emergenti spiega Rbs Bank. La Sarb ha così portato il tasso di interesse al 5,50% dal 5% a cui era fermo da metà 2020. Una mossa che ha colto di sorpresa il mercato che si aspettava una conferma dei tassi al 5% e ha permesso al Rand un recupero di oltre il 3% dai minimi. Secondo il consenso Bloomberg il costo del denaro non dovrebbe essere ritoccato nella prossima riunione del comitato di politica monetaria della banca, in programma giovedì 27 marzo. “Non è detto che ci saranno degli aggiustamenti durante ogni incontro o che se i tassi verranno rivisti, l’entità degli aumenti non sarà necessariamente sempre la stessa”, ha precisato Gill Marcus nelle scorse settimane. A pesare sull’andamento del Rand sudafricano e sulle altre divise

Opzioni binarie sulla valuta sudafricana, il Rand

Intonazione decisamente positiva negli ultimi mesi per il Rand Sudafricano che si è allontanato dai minimi toccati a inizio anno. La moneta del paese africano ha guadagnato circa il 7 per cento dai minimi toccati il 29 gennaio scorso verso euro e dollaro riportando in lieve progresso il saldo da inizio anno. Risalita dettata dalla stretta monetaria apportata dalla banca centrale sudafricana a fine gennaio e dal generale ritorno di ottimismo sulle valute dei mercati emergenti dopo il sell-off che ha caratterizzato il 2020. Il Rand aveva perso circa il 25% lo scorso anno rispetto al dollaro statunitense e un ulteriore 5% a gennaio scivolando ai minimi a 5 anni. Il cambio Dollaro/Rand si è ora riportato in area 10,4 rispetto al picco a quota 11,23 toccato lo scorso 29 gennaio. Il consensus Bloomberg vede però per la restante parte dell’anno una frenata di tale movimento di risalita del Rand con cross Usd/Zar tornare in area 10,90.

A innescare il cambio di sentiment sul Rand è stata la South Africa Reserve Bank (Sarb), la banca centrale del Sudafrica, che a fine gennaio ha alzato il costo del denaro al 5,50% dal 5% a cui era fermo da metà 2020. Livello dei tassi di interesse che potrebbe salire ancora nel corso dei prossimi trimestri con il consensus che vede il costo del denaro salire di altri 100 punti base nell’arco dei prossimi 12 mesi. La Sarb deve comunque fare i conti con il delicato contesto economico caratterizzato da debole crescita e infl azione oltre la banda di oscillazione indicata dall’istituto centrale (tra il 3 e il 6%) spiega Rbs bank. A frenare l’azione della Sarb c’è soprattutto il difficile contesto di crescita, con il Pil sudafricano sceso dello 0,6% annualizzato nei primi tre mesi del 2020. Si tratta del primo segno meno dal 2009. Rallentamento della crescita economica causato in buona parte dagli scioperi che hanno caratterizzato negli ultimi quattro mesi le principali miniere di platino del paese. Il ministro delle Finanze, Nhlanhla Nene, ha rimarcato che tale debolezza può andare minare i piani del governo di riduzione del defi cit di bilancio, ritenendo comunque che il Paese riuscirà ad evitare una ricaduta recessiva. Christine Lagarde , direttore generale del Fondo monetario internazionale, settimana scorsa non ha nascosto la presenza di problemi per il Sudafrica invitando il Paese a “continuare il trend delle riforme al fi ne di garantire che la crescita ritorni alleviando alcune delle rigidità dell’economia”.

Previsioni sul cambio EURO-RAND sudafricano e DOLLARO-RAND. Che andamento avranno?

Il Rand sudafricano è una di quelle valute secondarie che sta entrando sempre più spesso nelle strategie di molti trader. E’ interessante quindi affrontare i temi cruciali per fare opportune previsioni sul cambio Euro-Rand sudafricano (EurZar) o le previsioni sul Dollaro-Rand (UsdZar).
Prima di farlo è necessario però definire il quadro globale entro il quale si muove questa economia.

L’andamento dell’economia come base per le previsioni sul RAND

Dal 2020 il Sudafrica fa parte dei “BRICS”, ovvero un gruppo di paesi che comprende Brasile, Russia, India, Cina e appunto Sudafrica. Questi paesi sono accomunati da una situazione economica dinamica e in forte sviluppo, ma tuttavia fragili e quindi esposti a improvvise turbolenze.
Chi investe in queste valute sa quindi che può correre qualche rischio in più, giacché gli scenari possono cambiare radicalmente in breve tempo.

La doppia fragilità del SudAfrica

Nel caso del Sudafrica la fragilità è duplice, e bisogna sempre tenerla a mente. Da un lato c’è infatti l’instabilità politica, che più volte (anche di recente) è stata una sgradevole compagna di viaggio. E quando si manifesta, per il Rand sono dolori.
Dall’altra c’è una fragilità prettamente economica. Infatti la crescita del paese deriva soprattutto dalla massiccia dipendenza dai capitali esteri per finanziarsi, perché la struttura economica sudafricana non è affatto matura ed efficiente per poter marciare da sola con le proprie forze.

Questo si traduce in una forte dipendenza dall’andamento del dollaro: quando il biglietto verde cresce di valore, ripagare i debiti contratti diventa più oneroso e gli investitori ritirano parte dei capitali prima investiti. Insomma, è un bel problema, e questo si riflette negativamente sul RAND sudafricano.
Inoltre esiste un problema di grande indebitamento del paese, che entro il 2023 potrebbe superare il 70% senza forti interventi da parte del Governo sulla struttura economica sudafricana.

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Le turbolenze del 2020 e 2020

I rischi che ci si può aspettare investendo nel Rand si sono manifestati in modo eclatante tra il 2020 e il 2020.
La valuta sudafricana era reduce da un periodo di discreto apprezzamento sia contro il dollaro () che contro l’euro (), quando improvvisamente c’è stata una crisi politica che ha travolto il presidente Zuma, finito al centro di indagini per ogni sorta di crimine (frode, riciclaggio, racket, truffa, ecc ecc). Questa instabilità ha indotto le agenzie di rating a declassare la valutazione sui titoli di debito sudafricano, attribuendogli lo “junk status” (spazzatura).
Tanto è bastato per far sì che il Rand bruciasse in poche settimane tutti i guadagni (12,5%) accumulati nei mesi precedenti, come vediamo nell’immagine tratta da .

Appena qualche mese dopo c’è stata un’altra turbolenza. Dopo un breve periodo in cui l’arrivo del nuovo presidente Cyril Ramaphosa aveva ridato un po’ di fiducia (tanto che il cambio era sceso sotto quota 12,00 dopo circa 3 anni), ecco irrompere le tensioni globali derivanti dalla guerra dei dazi e dalla crisi turca.
Questi fattori hanno scatenato il panico e la fuga da tutte le valute dei mercati emergenti, Rand incluso.
Possiamo vedere questa situazione sempre sulla webtrader , dove viene rappresentato l’andamento del rand contro dollaro (a sinistra) ed euro (a destra).

Come si può vedere, il cambio dollaro Rand sudafricano è stato sotto pressione durante tutta l’estate, ed ha raggiunto i massimi di 2 anni a inizio settembre 2020 superando quota 15.00.
Anche il cambio durante l’estate 2020 caratterizzata dalla crisi turca è schizzato oltre i 17,00.

Il 2020 del Rand contro euro e dollaro

Tra saliscendi sul fronte politico, il timore di un declassamento di Moody’s (che poi è arrivato, ma solo a marzo 2020) e gli echi delle tensioni internazionali, il 2020 del Rand – dopo un avvio molto promettente – è stato piatto, seppure migliore di tante altre valute emergenti.
L’USDZAR ha orbitato attorno quota 15.00, perdendo circa il 3,4% nel corso dell’anno.
La coppia EURZAR invece ha vissuto un anno stabile su 16.50, con un picco estivo oltre quota 17.00.

Previsioni 2020 sul cambio Euro-Rand e Dollaro-Rand

L’andamento passato ci torna utile per formulare delle previsioni sul cambio Euro Rand per il futuro, oppure delle previsioni sul cambio Dollaro Rand.
Diversi sono i fattori da tenere presente.

1) FRONTE ESTERNO. Quello che di sicuro inciderà sul Rand saranno le condizioni globali dell’economia. Essendo il Sudafrica un mercato emergente è più esposto alle turbolenze eco-politiche globali.
Quando tira una brutta aria, l’avversione al rischio finisce per colpire subito gli emergenti; il dollaro si apprezza e il peso del grosso debito estero appesantisce il clima attorno alla valuta nazionale.
Se la guerra commerciale USA-Cina sembra finalmente aver imboccato la via della distensione (cosa importante visto che Stati Uniti e Cina sono rispettivamente il secondo e il terzo partner commerciale dei sudafricani), bisogna comunque tenere conto l’influenza sul Rand delle scelte di politica monetaria della Federal Reserve, perché incide direttamente sulla forza/debolezza del dollaro e sulla scelta degli investitori di riallocare i propri fondi spostandoli dagli asset rischiosi.
Analogamente, lo stesso discorso si può fare riguardo al cambio , visto che la Banca Centrale Europea ha deciso di riprendere una politica monetaria accomodante, incentrata sul quantitative Easing.
E poi c’è la questione Coronavirus che sicuramente avrà un impatto importante.

2) FRONTE INTERNO. Come si sarà capito leggendo finora, uno dei rischi che incombe sempre sul SudAfrica è la instabilità politica interna. Questo fattore – come abbiamo visto – spesso ha spiazzato all’improvviso i trader meno cauti. Al contrario, i periodi in cui la politica fa il suo dovere e porta avanti riforme strutturali ed economiche può dare una spinta agli investitori.
Il presidente Ramaphosa sta provando a riformare l’economia nazionale, ma non dopo una prima fase di entusiasmo, gli investitori sono diventati più scettici.

Circa l’economia interna, bisogna sottolineare come il Sudafrica vive un contesto macro non brillante malgrado il recupero dell’attività estrattiva di minerali (vera fonte di ricchezza dello Stato).
A marzo 2020 il temutissimo declassamento di rating da parte dell’agenzia Moody’s ha spinto il debito nella categoria “spazzatura”. Questo spinge lontano i capitali stranieri, appesantendo il Rand.

3) POLITICA MONETARIA DELLA BCS. La Banca centrale Sudafricana (SARB) ha tagliato il costo del denaro a luglio 2020, gennaio, marzo e aprile 2020 (nel pieno della pandemia Covid-19), portandolo al minimo storico di 4,25%.
E’ probabile che ci saranno ulteriori ritocchi, legati all’evoluzione dell’economia globale e all’inflazione (target 3%-6%).
La SARB potrebbe trovarsi di fronte al dilemma se dare sostegno all’economia (con manovre accomodanti) oppure evitare che l’inflazione sfori il proprio target (con manovre restrittive).

Conclusioni e previsioni

Il contesto macro del Sudafrica (deficit elevato e forte dipendenza da capitali esteri) potrebbe mettere ancora sotto pressione la valuta sudafricana.
Sarà importante il ruolo della SARB, divisa tra l’esigenza di sostenere la crescita, quella di sostenere il RAND e contenere l’inflazione che si sta avvicinando a livelli di guardia.

Al netto di eventuali crisi politiche o scoppio di nuove tensioni (che penalizzerebbero il rand), lo scenario più probabile è quello di un lento indebolimento del cambio nei prossimi mesi, mentre l’ potrebbe rimanere stabile stante le problematiche sta affrontando anche la Eurozona.

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