Tassazione opzioni binarie. La legge italiana cosa dice.

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Tassazione opzioni binarie. La legge italiana cosa dice.

La tassazione opzioni binarie è uno degli argomenti più discussi e ricercati da chi ha deciso di intraprendere questa nuova forma di trading. Cominciamo col dire che i guadagni provenienti dalla vostra attività di trading in opzioni binarie vanno dichiarati e ci vanno pagate le tasse.

Essendo una forma di guadagno da capitale detta capital gain, l’aliquota per le opzioni binaire è del 20% (aliquota fissa).

La dichiarazione spetta al trader stesso che dovrà farsi inviare, dal broker presso quale sta operando, una lista contenente tutte le operazioni (deposit, ordini e prelievi) e recarsi dal suo commercialista di fiducia con tale documentazione. Sarà poi il commercialista ad inserire i dati corretti nella vostra dichiarazione dei redditi.

L’importo calcolato pari al 20% dell’imponibile, come abbiamo già detto, verrà liquidato in fase dichiarativa. Questo vuol dire che non appena farete la dichiarazione dei redditi, allo stesso istante provvederete al pagamento delle tasse sul vostro guadagno da capital gain (le opzioni binarie). E’ tutto molto semplice.

Questa è la linea generale da seguire per adempiere alla dichiarazione corretta dei guadagni provenienti da trading binario. Se avete situazioni particolari o domande specifiche il nostro consiglio è quello di recarvi dal vostro commercialista di fiducia che troverà la risposta giusta al vostro quesito.

Molti sono i dubbi in materia tra cui le domande più frequenti sono:

  • Ho effettuato 10 depositi e solo 2 prelievi, in questo caso cosa devo dichiarare esattamente?
  • Su cosa devo pagare le tasse esattamente?
  • Ho perso soldi e devo pagarci pure le tasse?

Come in qualsiasi cosa riguardi la tassazione in italia vige un clima di confusione più totale; è per questo che vi consigliamo vivamente di recarvi da un commercialista .

Trading Online Tasse

Uno degli argomenti più trascurati, per ovvie ragioni, da chi fa trading online è quello relativo alla tassazione del settore. Se da una parte non si vede l’ora di iniziare per vedere i profitti che si riescono ad incamerare, nessuno si preoccupa mai di controllare come, quando e dove bisogna pagare le tasse allo stato.

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Questo d’altronde è un “problema” che tutti vorrebbero avere, perché se devi pagare le tasse vuol dire che fai reddito, quindi è comunque una buona notizia.

Forse solo in pochi si interessano al tema, per il semplice fatto che spesso non si è al corrente di quello che comporta fare trading online e dei rendimenti che si possono realizzare.

Proprio per questo capita spesso che i nuovi traders si trovino impreparati quando vedono il loro capitale crescere. Spesso vanno nel panico perché si tratta di guadagni non dichiarati. Molti non sanno come regolarsi per pagare le tasse sui proventi del trading e corrono così il rischio di multe salate da parte delle autorità.

Fare trading online può davvero sorprendere per le entrate che si possono realizzare, a prescindere dagli strumenti finanziari che si sceglie di utilizzare.

Purtroppo non tutto quello che si riesce a guadagnare grazie alla propria abilità di negoziazione può restare in cassa. Non non si può davvero tenere tutto per sé altrimenti, come tutti gli altri rientreresti subito in una famigerata categoria: quella dell’evasore fiscale!

ATTENZIONE: per evitare problemi col fisco risultando evasori la soluzione migliore è quella di affidarsi solo a broker di trading online già organizzati per aiutare i propri utenti a pagare le tasse.

In questa tabella abbiamo riportato solo intermediari professionali e legali pronti a fornire ai loro traders tutte le indicazioni per pagare i tributi una volta accumulati sul conto di trading e spostati sul proprio conto bancario.

Scopri tutti i broker

Trading online: tasse convenienti

Ogni attività che contempla l’acquisizione di redditi e che porta a plusvalenze è soggetta a tassazione. Il trading online in tal senso non fa eccezione, si tratta, tra l’altro, di una delle attività che porta i maggiori introiti in assoluto, specie se si fanno paragoni con gli altri business che si possono trovare online al giorno d’oggi.

Comunque, non c’è da preoccuparsi, qui sei nel posto giusto. Ti parliamo di tutto ciò che riguarda la tassazione del trading online in modo chiaro e preciso in modo tale che tu non possa mai trovarti in difetto nei confronti del fisco italiano.

La fortuna è che le tasse nel trading online sono soggette ad un regime leggermente diverso e più vantaggioso rispetto a quello che accade per altre attività.

Nell’elenco seguente cerchiamo di capire come questo accade e quali sono gli aspetti positivi che puoi sfruttare diventando un professionista nel mondo del trading online:

  • Chi fa trading online non paga tasse alte come quelle di chi svolge altre attività, infatti la pressione fiscale su questo business è nettamente inferiore;
  • Chi pratica il trading online non è soggetto al pagamento di commissioni o tassazione fissa da pagare a scadenze ben precise e prestabilite;
  • Gli operatori finanziari devono pagare le tasse soltanto se hanno fatto realmente dei profitti altrimenti non c’è nulla da pagare;
  • Se fai trading online inoltre non ci sono lungaggini ed obblighi burocratici di alcun tipo, come ad esempio non devi dotarti di una partita IVA e non devi versare i contributi INPS e molto altro ancora.

Insomma da questi 4 punti che abbiamo colto appare subito evidente come fare trading online possa addirittura suscitare invidia per chi è costretto a pagare normalmente le tasse.

I traders possono essere visti quasi come dei privilegiati specie in tempi di crisi molto forte dove pagare le tasse è diventato un enorme problema per tutti. Ma ora scendiamo nei dettagli e cerchiamo di vedere più da vicino come funziona la tassazione del trading online.

Come si calcolano le imposte nel trading ?

Ribadiamo subito il concetto che solo se fai redditi legati all’attività di investimento sui mercati finanziari devi pagare una certa cifra di tasse. Soltanto se arrivi concretamente a guadagnare qualcosa, ossia se ricevi una “plusvalenza” dalla tua attività di investimento, poi verrai tassato.

Se ad esempio nell’anno solare fai un versamento sul tuo conto di 100 € e riesci, con le tue operazioni, a portare il totale sul tuo conto a 2000 € ciò significa che hai realizzato una plusvalenza del valore di 1900 €.

Questo è un guadagno reale e tangibile che hai ottenuto facendo trading, e sarà proprio su questa cifra che poi verrà calcolata l’aliquota per il pagamento delle imposte.

Ovviamente bisogna tenere presente che i 100 € versati inizialmente non erano profitto ma denaro depositato sul conto di un broker di tasca tua come capitale di investimento. Se invece di fare profitti, come può capitare, si registrano soltanto perdite non si deve pagare assolutamente nulla.

Quando si fanno perdite, tecnicamente si dice che si è verificata una minusvalenza. È bene tenere conto anche delle “minusvalenze” perché questo potrebbe rivelarsi un ulteriore grande vantaggio come stai per scoprire.

Quali operazioni di trading si conteggiano?

Per spiegare meglio il concetto vogliamo parlare del mercato forex Forex, disponibile su tutte le principali piattaforme di trading online come quella di eToro (visita il sito ufficiale a questo indirizzo).

Il Forex è una tipologia di mercato e di investimenti che può portare all’apertura di posizioni di trading di lunga durata. Gli eseguiti possono restare aperti per lunghi periodi di tempo, a volte addirittura anni.

Procediamo ora con un esempio realistico per capire meglio quali posizioni alla fine bisognerà conteggiare per procedere al pagamento delle tasse.

A conti fatti, all’interno della tua dichiarazione dei redditi annuale devono rientrare soltanto le operazioni che sono state chiuse nell’arco dell’anno.

Ovvero se viene aperta una posizione il 4 marzo e poi la chiudi il 10 maggio perché è ora di riscuotere i profitti che hai accumulato in quei mesi dello stesso anno, tale operazione va conteggiata.

Ma se si apre una posizione il 15 dicembre ed essa viene chiusa il 5 febbraio dell’anno successivo essa non deve essere messa in conto per la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, ma varrà per l’anno successivo.

Prima di continuare vorremmo mostrarti questa prova gratuita con Investous – di che cosa si tratta?

Questo innovativo broker mette a disposizione una prova gratuita di segnali trading via SMS.

Cosa fare con le minusvalenze del trading online ?

Se fai trading online nella tua dichiarazione dei redditi devi sempre e comunque farne menzione sia che tu chiuda l’anno con una minusvalenza, e quindi in perdita, sia con una plusvalenza.

Questo fatto è molto importante, vediamo perché. Quando viene dichiarata una minusvalenza nell’anno precedente (ovvero se il bilancio totale delle operazioni effettuate è in negativo) questa può essere sottratta dalle eventuali plusvalenze realizzate successivamente, andando così ad abbattere l’imponibile in tasse.

Facciamo un esempio. Nell’anno 2020 hai chiuso tutte le tue operazioni e il conteggio è in perdita di 100 €, nel 2020 hai chiuso l’annata con una plusvalenza di 200€, ora al momento della dichiarazione dei redditi le tasse le pagherai sui 200 €, meno i 100 € di minusvalenza realizzati l’anno precedente.

Nota importante sui brokers da usare

Fai trading solo su broker regolamentati in Europa come IQ Option – ogni anno ti forniscono una dettagliata rendicontazione di tutte le operazioni che hai effettuato nell’anno cosicchè tu abbia già tutto ciò che ti occorre da presentare in sede di dichiarazione dei redditi.

Tra gli altri broker consigliati abbiamo:

Dopo aver chiarito quali sono le piattaforme che permettono di lavorare nel trading in modo regolamentato e sicuro anche dal punto di vista fiscale, orniamo a parlare di eventuali minusvalenze maturate nell’anno precedente e di come esse possano gravare sulla dichiarazione di eventuale plusvalenza nell’anno dopo.

Si tratta di un espediente davvero importante di cui tenere conto perché ti permette di risparmiare molto denaro, soprattutto se purtroppo le cose non sono andate per il meglio nell’anno precedente.

Va da sé che un simile provvedimento è fondamentale per un principiante. È possibile diminuire di molto il totale da pagare con le minusvalenze sostenute in anni precedenti fino ad un massimo di 4 anni.

Ciò significa che se il totale delle minusvalenze negli ultimi 4 anni è stato di 500 € e la plusvalenza dell’anno in corso è stata di 500 € il totale da versare come tasse sarà di zero euro.

Certo noi non ti auguriamo che si verifichi una situazione simile, ma intanto ricordati che la legge è questa. Meglio essere preparati anche ad ogni evenienza. Infine, ti ricordiamo che attualmente l’aliquota in vigore è del 26 % altro aspetto vantaggioso per chi fa trading online!

Bene, andiamo avanti….

Nel tempo lo stato è andato aumentando questa quota che in passato era ancora più bassa e vantaggiosa ed ammontava soltanto al 12 e mezzo per cento. Quindi a conti fatti se la tua plusvalenza nel corso dell’anno è stata, per esempio, di 100 € tu devi pagare 26 € di tasse e non un centesimo di più.

Ovviamente bisogna ricordarsi di andare a sottrarre le minusvalenze degli anni precedenti se ti sono capitate.

Come si pagano le tasse nel trading online ?

Per procedere poi con il pagamento delle tasse da un punto di vista pratico esistono due modalità:

Ogni trader deve affidarsi ad un broker affidabile per fare trading online e sarà il broker a fornire al trader una piattaforma per fare investimenti.

Tra le molte iniziative che i broker intraprendono in favore dei loro clienti c’è anche la possibilità di fare trading in regime amministrativo. Ciò significa che in questo caso è il broker stesso a preoccuparsi della tua situazione fiscale.

In questo caso svolge il ruolo cosiddetto di “sostituto d’imposta”.Quindi autorizzato a versare direttamente i soldi nelle casse dello stato scaricando di ogni responsabilità il cliente.

L’altro caso è invece quello classico del regime dichiarativo dove il broker non assume il ruolo di sostituto d’imposta ed il dovere di pagare le tasse è demandato direttamente al trader.

Broker di trading organizzati per le tasse

Ricordiamo che in Italia i migliori broker di trading online hanno scelto di comune accordo di non agire da sostituti d’imposta. Ciò significa che i grandi broker legali e autorizzati nel nostro Paese non fanno la dichiarazione al posto dei loro traders.

Tuttavia, ciò non significa che non siano organizzati per aiutare i loro clienti a pagare le tasse. I migliori broker come Investous o IQ Option preparano un report annuale che comprende tutte le operazioni effettuate dal trader e tutti i risultati ottenuti.

Ti basta portare questo documento al tuo consulente commercialista ed è fatta, egli saprà già cosa fare.

Basandosi sul report fornito dal broker, quando si fa la dichiarazione dei redditi vengono riportati tutti i dati necessari. In base ad essi viene calcolata l’aliquota del 26 % che stabilisce quanto bisogna versare.

Per fare la dichiarazione devi avvalerti dei classici documenti come il Modello Unico oppure il 730.

Nel caso in cui tu non ti senza abbastanza bravo con queste faccende ti basta contattare il un commercialista. Sarà lui a darti tutte le indicazioni e le dritte del caso, non è necessario che egli sia esperto in materia di trading.

Conclusioni sulle Tasse nel Trading

Nella nostra guida abbiamo affrontato il tema delle tasse nel trading. Abbiamo visto come pagarle sia conveniente e non rappresenti un problema grazie al supporto del giusto broker di trading online.

Se hai altri dubbi relativi alla tassazione nel campo del trading, contattaci! Saremo lieti di aiutarti ulteriormente e risolvere ogni tuo dubbio e curiosità. Gli esperti di GuidaTradingOnline.net sono sempre a tua disposizione:

Facebook: Pagina Ufficiale Guidatradingonline.net

Ricorda: fare trading in modo sicuro non deve essere un lusso ma una tua assoluta priorità !

Maggiore chiarezza sulla tassazione forex. Cosa dice la legge?

In Italia il mercato forex sta crescendo in maniera considerevole. La maggior parte delle persone che fanno trading sul forex però non sa come comportarsi in termine di tassazione e leggi italiane riguardo il forex.

L’anno scorso (2020) si è assistita ad una vera e propria bufera fatta di decreti, modifiche, interpretazioni discordanti e chi più ne ha più ne mette…

Quest’anno invece si è arrivati ad avere maggiore chiarezza in ambito di tassazione forex!

Cosa dice la legge sul forex?

Attualmente la legge italiana stabilisce che nei derivati (e quindi nel forex) vanno pagate tasse con le regole dei capital gains.

Questo vuol dire che bisogna pagare il 12.50% sulle plusvalenze (i guadagni); mentre le eventuali minusvalenze (le perdite) sono deducibili sino al quarto anno successivo alla loro maturazione.

Le minusvalenze andranno a formare il cosiddetto “zainetto fiscale“.

Riassumendo:
Si pagano le tasse sui profitti annuali, al 12,5%
Se si hanno minusvalenze, si possono portare nello zainetto fiscale che le rende deducibili per 4 anni

Esempio in pratica:
Se nel 2020 realizzi delle perdite (minusvalenze) per 100 euro, non pagherai tasse sui primi 100 euro di guadagni per i prossimi 4 anni. Questo è il concetto di zainetto fiscale.

Se sei esperto di legge o vuoi semplicemente leggere per intero cosa dice la legge in Italia in merito alla tassazione sul forex devi cercare il Decreto Legislativo n. 141 del 13 agosto 2020.

Ecco come mettersi in regola

La dichiarazione del reddito proveniente da attività di forex trading è compito del trader stesso.

Sta a te quindi metterti in regola con la legge Italia e pagare le tasse sui proventi giunti dalla tua attività di forex.

Per far questo ti basterà rivolgerti al tuo consulente fiscale di fiducia indicandogli esplicitamente la tua necessità di dichiarare il tuo reddito da forex.

Ti ricordo infine che il forex broker non ha nessuna responsabilità a tal proposito.

La dichiarazione del reddito da forex è “affare tuo”! Devo dichiarare qualcosa?

Come ti ho già detto, dovrai fare è affidarti ad un consulente fiscale esperto che includerà il tuo reddito da forex nella dichiarazione dei redditi classica e ti dirà a quanto ammontano le tasse che dovrai pagare.

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