Volatilita, come costruire il bandwith

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Volatilità, come costruire il bandwith

I vantaggi di questo indicatore per le opzioni binarie.

Il bandwidth si configura come un indicatore ricavabile dalle più celebri bande di Bollinger, il quale funge a misurarne l’ampiezza in termini relativi.

Mediante il bandwith è dunque possibile comparare titoli aventi volatilità differenti, per un’analisi che sarebbe in altri termini impossibile nel caso in cui l’ampiezza fosse misurata in termini assoluti. L’andamento del bandwith è in ultima istanza molto utile per poter usufruire di valide indicazioni sulla volatilità del titolo, elemento che potrebbe influenzare in modo significativo le proprie decisioni durante il trading.

Il bandwidth, come sopra determinato, è funzionale per poter individuare i momenti di bassa volatilità rispetto alla serie storica, e ancora per individuare tempestivamente l’inizio e la fine di un trend, o intercettare i momenti di espansione della volatilità.

Si tenga in considerazione, inoltre, che gli analisti consigliano di confrontare la serie storica dei prezzi e l’andamento del bandwidth: in questo modo sarà possibile determinare la ciclicità e i livelli che storicamente hanno rappresentato un punto di inversione del grado di volatilità. In questo modo sarà anche possibile tracciare i livelli di zone estreme, evidenziando i punti di eccesso di alta e bassa volatilità.

A sua volta, conoscere un livello estremo di bassa volatilità è un’informazione importante, poichè permette di inserire nelle piattaforme di trading degli ordini automatici che scatteranno al momento del passaggio dei prezzi oltre una certa soglia.

Infine, gli osservatori ricordano come conoscere correttamente il valore del bandwidth aiuti a individuare le fasi di inizio e di fine di un trend, che normalmente vengono generati in corrispondenza della sua espansione e del suo rallentamento.

Il trading con le bande di Bollinger il Bandwidth e il %B

Il famoso trader americano John Bollinger ideò per primo le bande di Bollinger che sono un canale dinamico che accompagna il movimento dei prezzi, un indicatore per l’analisi tecnica che rileva la volatilità che c’è su un determinato mercato, la cui ampiezza si adatta in modo automatico in base alla volatilità delle quotazioni. Le bande di Bollinger mostrano la loro utilità nella previsione delle inversioni di tendenza, e della possibilità di sviluppo di nuovi movimenti direzionali dopo una fase di bassa volatilità.

Cos’è la volatilità

La variazione di prezzo in un certo intervallo di tempo viene chiamata volatilità. Più risulta ampia la variazione nel periodo considerato, in termini percentuali, maggiore sarà la volatilità. Sul grafico fasi di alta o bassa volatilità saranno visibili osservando l’ampiezza delle barre di prezzo nella loro escursione da massimo a minimo; le barre più lunghe esprimono un’elevata volatilità, le barre più corte identificano una volatilità contenuta.

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La volatilità è più ripetitiva e prevedibile del prezzo, si distingue in tre caratteristiche:

  • ciclicità: la volatilità segue un andamento ciclico che alterna periodi di alta volatilità a periodi di bassa volatilità. È ciclica con fasi di espansione e contrazione.
  • Persistenza: giornate con espansione della volatilità attendono di essere seguite da sedute con ampia volatilità sino a un punto di massimo, in cui la tendenza si inverte. È persistente, cioè una volta iniziata la fase di espansione questa continua anche nei giorni seguenti.
  • Ritorno alla media: le fasi di espansione e contrazione proseguono sino ai punti estremi, raggiunti i quali la tendenza si inverte per ritornare verso la media. Una volta raggiunti i punti di accesso, il grado di volatilità inverte la tendenza per ritornare a un valore medio e, per proseguire verso l’estremo opposto.

Come si misura la volatilità

Per misurare la volatilità si utilizzano diversi modi, che a loro volta, forniscono risultati differenti. Il metodo più usato è la Deviazione Standard, che esprime la distanza di un valore rispetto alla sua media; questo scostamento sarà tanto più ampio quanto maggiore è la volatilità. Alla base di calcolo delle bande di Bollinger si trova proprio la Deviazione Standard. Quindi, in un grafico dei prezzi sarà sufficiente inserire la deviazione standard, per avere immediatamente un’idea del grado di volatilità di un titolo.

Aspetto grafico delle bande di Bollinger

Nel grafico si compone di tre linee che rappresentano: una media mobile centrale e da due altre linee agli estremi, che sembrano costituire degli argini alle oscillazioni delle quotazioni. La linea centrale viene calcolata di norma a 20 periodi, serve ad individuare la tendenza dei prezzi a breve termine. Le due linee superiore e inferiore in base al variare della volatilità del mercato si restringono o si allargano automaticamente. Le bande di Bollinger descrivono molto bene il movimento delle quotazioni, costituiscono dei buoni punti di riferimento per ipotizzare i futuri movimenti di prezzo.

Come si usano le bande di Bollinger

L’intento di John Bollinger era quello di creare un canale in grado di descrivere il movimento dei prezzi e di adattarsi alle variazioni della volatilità, con un restringimento nei momenti di bassa volatilità e un ampliamento automatico all’aumentare della volatilità stessa.

Questo risultato è stato raggiunto grazie all’utilizzo della Deviazione Standard che presenta due vantaggi.

  • Il valore della Deviazione Standard misura il grado di volatilità.
  • In termini statistici la Deviazione Standard individua la probabilità di distribuzione di una serie di dati.

Il primo passo da fare per costruire le bande di Bollinger è quello di tracciare la linea mediana:

Linea mediana = Sma20(P)

La linea mediana è praticamente la media mobile a 20 periodi dei prezzi, a partire dalla quale è possibile tracciare le altre due bande:

Banda superiore = linea mediana + 2 Dev.Std.

Banda inferiore = linea mediana – 2 Dev.Std.

John Bollinger, decise di utilizzare due Deviazioni Standard come base per il calcolo delle bande ad ampiezza variabile, per non ampliare troppo il canale dinamico e limitare i casi in cui i prezzi possono cadere al di fuori delle bande. Secondo i suoi studi, le impostazioni scelte dovrebbero contenere tra l’88 e l’89% dei prezzi nella maggior parte dei mercati.

Ha anche specificato moltiplicatori differenti della Deviazione Standard nel caso si voglia usare una media mobile con periodi diversi per il calcolo della linea mediana. In caso di periodi inferiori a 10 o superiori a 50, consiglia di cambiare la periodicità delle barre, piuttosto che modificare ulteriormente il moltiplicatore. Il consiglio è di cercare di lavorare il più possibile con una linea mediana calcolata su 20- 30 periodi, intervallo su cui è stata concentrata la maggior parte degli studi statistici.

Il trading con le bande di Bollinger

Le bande di Bollinger presentano le seguenti caratteristiche:

descrivono abbastanza bene il movimento dei prezzi; nei momenti di bassa volatilità, presentano un restringimento del canale dinamico; segnalano che sul mercato si è verificata una contrazione di volatilità quando, si comprimono attorno ai prezzi, segnale che molto spesso anticipa l’inizio di un movimento direzionale e un successivo aumento della volatilità; segnalano che al raggiungimento delle zone estreme i prezzi tendono a ritornare verso la media.

Le bande di Bollinger si utilizzano per:

  • osservare una chiusura al di fuori delle bande; attendere una successiva chiusura interna alle bande; individuare nei prezzi la presenza di formazioni di inversione che potrebbero suggerire un ritorno verso la linea mediana e un proseguimento verso la banda opposta.
  • In condizioni di andamento laterale o di tendenza di breve periodo è particolarmente indicato l’utilizzo delle bande di Bollinger. Si rendono utili anche nell’individuare le fasi di diminuzione della volatilità e fornire l’avviso di forti movimenti direzionali in preparazione.
  • Le bande possono assumere una conformazione tipica con un restringimento ed una successiva esplosione di volatilità in cui si verifica un’espansione delle bande stesse denominata squeeze.

Lo squeeze si genera quando l’esplosione della volatilità dà origine a un forte trend direzionale; le bande si allargano una nella direzione del trend dell’altra nella direzione opposta. Talvolta, il movimento dello squeeze e il suo graduale riassorbimento indicano la fase finale del trend che ha avuto origine con l’espansione della volatilità.

Indicatori derivati dalle bande di Bollinger

Vediamo di conoscere due indicatori derivati dalle bande di Bollinger; sono strumenti utili per l‘analisi tecnica dai molteplici impieghi, specialmente quando si usano associati ad altri indicatori o alla ricerca di formazioni ricorrenti, solitamente chiamate pattern.

Bollinger Bandwidth

Il Bandwidth è un indicatore derivato dalle bande di Bollinger, che ne misura l’ampiezza in termini relativi. Consente di confrontare titoli con volatilità diverse, il suo andamento permette di avere un’indicazione più precisa sulla volatilità del titolo. In pratica nel grafico con le bande di Bollinger, si può osservare il titolo preso in esame e con il Bandwidth, è possibile dare, un’immediata valutazione della volatilità dello stesso titolo.

Formula del Bandwidth

Il Bandwidth fornisce la misura dell’ampiezza delle bande di Bollinger e la sua formula si calcola nel modo seguente:

Bandwidth = banda superiore – banda inferiore

linea mediana

La formula del Bandwidth, consente di ottenere un risultato in termini relativi che può essere meglio confrontato fra vari titoli con prezzi differenti.

Il trading con le bande di Bollinger e il Bandwidth

Nel trading con le bande di Bollinger, il Bandwidth, è utile per:

  • individuare momenti di bassa volatilità rispetto alla serie storica;
  • individuare immediatamente l’inizio della fine di un trend;
  • intercettare i momenti di espansione della volatilità (squeeze).

Per individuare i momenti di bassa volatilità si può confrontare la serie storica dei prezzi nell’andamento del Bandwidth; così da determinare le ciclicità e i livelli che storicamente hanno rappresentato un punto di inversione del grado di volatilità, e tracciare dei livelli di zone estreme, che evidenziano i punti di eccesso di alta e bassa volatilità.

Conoscere un livello estremo di bassa volatilità è un’informazione molto importante, permette di inserire nelle piattaforme di trading degli ordini automatici che scatteranno al momento del passaggio dei prezzi oltre una certa soglia.

Osservare il valore del Bandwidth è utile per individuare le fasi di inizio di fine di un trend, che di norma si generano in corrispondenza della sua espansione del suo rallentamento. Lo squeeze viene segnalato distintamente anche dal Bandwidth che, dopo essere salito in seguito ad una espansione di volatilità, tende a rallentare e a invertire la sua direzione; confrontando questo momento evidenziato dal Bandwidth e dalle bande di Bollinger con il prezzo, si potranno a volte individuare i primi sintomi della fine del trend.

Il Bandwidth si rende utile anche nei sistemi automatici di trading che fanno uso dell’elemento volatilità in abbinamento ad altri indicatori e al riconoscimento di alcune conformazioni grafiche.

Bande di Bollinger e l’indicatore derivato %B

Il %B è un indicatore derivato dalle bande di Bollinger che si usa per misurare la posizione dell’ultimo prezzo in base al valore del %B:

  • se il valore del %B è superiore a 1: il prezzo si trova all’esterno della banda superiore.
  • se il valore del %B è vicino a 1: il prezzo si trova prossimo alla banda superiore.
  • se il valore del %B è vicino a 0,5: il prezzo si trova nei pressi della linea mediana.
  • se il valore del %B è vicino a 0: il prezzo si trova prossimo alla banda inferiore.
  • se il valore del %B è inferiore a 0: il prezzo si trova all’esterno della banda inferiore.

Formula per costruire il %B

Il %B fornisce una misura relativa della posizione del prezzo rispetto alle bande di Bollinger; la formula per costruirlo è la seguente:

%B = prezzo – banda inferiore

banda superiore – banda inferiore

Il trading con le bande di Bollinger e il %B

Nel trading il %B viene utilizzato nei sistemi automatici, per ottenere un valore del prezzo in funzione della sua posizione rispetto alle bande di Bollinger. Normalmente si usa per individuare i movimenti di prezzo al di fuori delle bande, in cui il %B assume dei valori superiori a 1 o inferiori a 0, e poi verificare il momento in cui il prezzo ritorna all’interno delle bande, in cui il %B assume valori leggermente inferiori a 1 o leggermente superiori a 0.

Il giusto prezzo per ridurre la volatilità di un portafoglio azionario

Un approccio attivo di investimento in titoli azionari a bassa volatilità, sottolineano in AllianceBernstein, non può prescindere dalla convenienza delle valutazioni

Restare investiti in azioni è un’impresa che talvolta richiede nervi d’acciaio e non tutti riescono a sostenere la pressione, oggi più che mai. Per cercare di cogliere il potenziale di rendimento che un investimento azionario offre, ma con un andamento più stabile, un numero crescente di investitori ha deciso di puntare sulle azioni caratterizzate da una minore volatilità. Stando ai dati di Morningstar, a fine 2020 gli ETF che promettono bassa volatilità o una volatilità minima, esplicitando tale caratteristica nella propria denominazione, hanno raggiunto un patrimonio di 106,8 miliardi di dollari, con una raccolta di 28,2 miliardi di dollari nel corso dell’anno.

BASSA VOLATILITÀ A CARO PREZZO

Secondo gli esperti di AllianceBernstein, la popolarità di questi prodotti ha generato una nuova sfida, le azioni a bassa volatilità rischiano di essere costose, si rischia di pagare un prezzo alto per ottenere stabilità. Anche i benchmark di questo particolare approccio, ad esempio l’indice MSCI World Minimum Volatility (Min Vol), possono rivelarsi fuorvianti, fanno notare, dal momento che si concentrano su una ristretta selezione di caratteristiche a volatilità minore e non prendono in considerazione le valutazioni, possono facilmente risultare sbilanciati verso le azioni e i settori più costosi. Ad esempio, comparti come i servizi di pubblica utilità, le telecomunicazioni e i beni di prima necessità presentano una redditività molto bassa rispetto alla media storica, ma il loro peso nell’indice Min Vol è maggiore rispetto all’indice generale MSCI World. Al contrario, i titoli del settore tecnologico registrano una redditività molto elevata in termini storici, eppure sono sottopesati.

LA QUALITÀ AL GIUSTO PREZZO

Ciò che è essenziale prendere in considerazione, spiegano in AllianceBernstein, è che le valutazioni devono essere contestualizzate, i singoli titoli devono essere esaminati attentamente per determinare se offrono cash flow di qualità in grado di favorire un andamento stabile dei rendimenti. Talvolta, osservano, vale la pena pagare un po’ di più per investire in imprese di qualità particolarmente elevata, mentre alcuni titoli azionari costosi in settori tradizionalmente difensivi non possiedono la qualità sottostante necessaria a giustificarne il prezzo.

I PORTAFOGLI A BASSA VOLATILITÀ NON SONO TUTTI UGUALI

L’ultima considerazione che fanno in AllianceBernstein è che i portafogli a bassa volatilità possono essere molto diversi tra loro. Una strategia passiva, viene osservato, non tiene conto delle valutazioni e non può escludere o modificare i pesi di singoli settori o titoli con valutazioni elevate. Con un approccio attivo che presta attenzione alla convenienza delle valutazioni, si possono invece costruire portafogli con un andamento stabile delle performance, capaci di sostenere una pressione maggiore in condizioni burrascose. Puntare a titoli azionari con valutazioni ragionevoli, offerti da imprese di qualità elevata che possono generare solidi cash flow a prescindere dalla mutevolezza delle condizioni di mercato è la strategia seguita da AB Low Volatility Equity Portfolio ISIN: LU0861579778 Valuta: EUR Classe: Low Volatility Equity Portfolio NAV: 24,410 NAV PR: 23,900 YTD: -15,2783 1Y: -8,0769 3Y: 5,9867 Benchmark: MSCI World Index Visualizza scheda completa › CHIUDI , un fondo che adopera un approccio bottom-up che unisce la ricerca fondamentale a strumenti quantitativi proprietari per selezionare azioni interessanti sul profilo della qualità, stabilità e del prezzo, con l’obiettivo di ottenere performance maggiormente stabili.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte dei contenuti e dei dati sono stati gentilmente concessi da Alliance Bernstein –>

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